In Italia, il 19% degli investitori privati utilizza già piattaforme di trading online — e la quota di italiani attratti da questa attività è salita dal 26% al 41% tra il 2022 e il 2024, secondo il Rapporto Consob sulle famiglie italiane. Questo dato riflette un cambiamento strutturale: il trading non è più un’attività riservata ai professionisti di banca, ma una professione accessibile a chi investe in formazione seria.
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Va subito detto che per diventare un esperto dei mercati è necessario tempo e una buona formazione, che potrà essere più o meno completa e approfondita a seconda che tu voglia diventare un trader professionista oppure ti interessa solo fare un’attività di trading nel tempo libero, come secondo lavoro.
- Il trading come lavoro si declina in almeno 3 figure professionali distinte: desk trader, energy trader e prop trader.
- Uno stipendio medio da trader professionista in Italia è di circa €35.000/anno, ma i livelli senior a Milano superano €97.000 (Glassdoor, 2025).
- La formazione certificata è il requisito minimo: senza un percorso strutturato, operare sui mercati finanziari resta un rischio non controllato.
Le opportunità del trading: lavorare online oppure in azienda
Lo sviluppo del web ha portato alla nascita di nuove e interessanti opportunità di lavoro, tra cui anche quella del trading. Il trading si svolge soprattutto nei mercati online e proprio per questo motivo permette di lavorare dal proprio computer in qualsiasi luogo, da casa, in vacanza o anche nella pausa pranzo dal lavoro.
Tuttavia, quando si parla di trading è bene differenziare tra le varie figure di appassionati e professionisti. Tra i trader professionisti si distinguono quelli che operano in privato ed effettuano un trading indipendente, e i trader aziendali che sono invece dipendenti di aziende che hanno interesse a investire nei mercati per incrementare i propri utili. Ci sono poi i professionisti delle società di trading, specializzate nella compra-vendita di strumenti finanziari per conto di privati o aziende.
Nel 2026, secondo i dati Consob, il controvalore degli scambi sulle azioni di società quotate italiane è aumentato del 30,3% nel primo semestre 2025 rispetto all’anno precedente: un segnale che la domanda di figure professionali legate ai mercati è destinata a crescere.
La principale differenza tra i vari profili di trader è legata alla tipologia di strumenti con cui operano, nonché delle operazioni che svolgono, realizzate per privati, aziende o per se stessi.
Cosa significa lavorare nel settore del trading?
Il trader professionista non è necessariamente una persona che lavora a casa focalizzandosi esclusivamente sull’aprire e chiudere posizioni. Spesso questa attività viene svolta da quanti fanno i trader come secondo lavoro. I professionisti ricoprono incarichi specifici, impiegandosi ad esempio in settori come:
- il desk trading;
- l’energy trading;
- il proprietary trading.
Tre profili di lavoro diversi per competenze richieste, contesti operativi e livelli retributivi, che mostrano quanto il mondo del trading sia oggi ampio e ricco di possibilità.

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I principali profili professionali nel trading
Il desk trading
Il trader che si occupa di desk trading è un professionista che opera per conto di clienti. Viene generalmente impiegato in banche o società finanziarie e propone ai clienti di tali enti soluzioni per incrementare i propri profitti tramite investimenti nei diversi mercati. Può essere specializzato in diversi settori, come azioni, coppie di valute, negoziazioni o altro. A seconda delle istituzioni, il desk trader può essere un impiegato interno oppure un consulente esterno che propone la propria competenza quando necessario.
In termini retributivi, secondo i dati Indeed 2025, la media nazionale per un trader professionista in Italia è di circa €35.269/anno. I livelli salgono significativamente per i profili con esperienza nelle piazze finanziarie principali: a Milano la media supera €70.000/anno, con il 75° percentile oltre €97.500 (Glassdoor, 2025).
L’energy trading
L’energy trading riguarda tutte le operazioni effettuate nel mercato energetico; l’energy trader è oggi una figura professionale chiave in tutte le aziende che operano nel settore della compravendita dell’energia. Grandi aziende fornitrici, grossisti e operatori del settore energetico — dall’energia petrolifera a quella green — si affidano a un energy trader che sappia bilanciare gli equilibri tra domanda e offerta.
Questa figura è tra le più remunerative del settore: la retribuzione media per un energy trader in Italia si attesta intorno a €65.750/anno, con il 75° percentile che raggiunge €80.500 (Glassdoor, 2025). Secondo il LinkedIn Green Skills Report 2025, il tasso di assunzione nel settore energetico è il 46,6% più alto della media globale del mercato del lavoro.
Il proprietary trading e le prop firm
Il prop trading rappresenta l’attività classica di trading, in cui le società investono il capitale proprio per operazioni di vario tipo. Nel 2026 questo modello si è evoluto significativamente: oltre 40 provider internazionali accettano trader italiani tramite le cosiddette prop firm, aziende che finanziano trader selezionati con capitali propri e suddividono i profitti — tipicamente con il 70-90% che va al trader. Per chi supera le valutazioni iniziali, è una via concreta per operare su mercati reali senza rischiare il proprio capitale.
Il modello è particolarmente vantaggioso per i trader italiani in regime forfettario: si applica un’aliquota flat del 15% (5% per i primi 5 anni) sui proventi derivanti da questa attività, rendendolo uno dei setup fiscalmente più efficienti d’Europa.
Per approfondire quanto si può guadagnare concretamente operando sui mercati, leggi la guida Metaskill su quanto guadagna un trader professionista.
Diventare trader: come iniziare?
Se sei appassionato di trading e ti stai chiedendo come diventare trader e operare nei mercati finanziari, devi affrontare un percorso di formazione strutturato. Sul web si trovano tantissimi tutorial e blog, spesso generici: utili per capire i concetti base, ma non sufficienti per operare con metodo e consapevolezza.
Seguire dei corsi certificati, oppure il Master Trader Multiday come quello proposto da Metaskill, ti permetterà di raggiungere competenze di alto livello, apprendendo strategie e tecniche differenti da utilizzare a seconda degli interessi che hai. Puoi essere più interessato a strategie intraday, ad elevato rischio ma potenziale rendimento, oppure alle più bilanciate strategie multiday, che ti permettono di operare nel medio e lungo termine con una gestione del rischio più controllata.
I corsi e i master di Metaskill rilasciano certificazioni che ti permettono di mostrare le competenze acquisite, proponendoti così sul mercato come un trader con specifiche capacità e conoscenza avanzata in determinate strategie.
Per chi vuole una guida completa al percorso professionale, la guida completa per diventare trader professionista sul blog Metaskill copre tutti i passaggi fondamentali.
Le competenze tecniche e personali richieste
Fare trading come lavoro richiede due categorie distinte di competenze, entrambe indispensabili.
Le competenze tecniche includono l’analisi tecnica (lettura di grafici, pattern di prezzo, indicatori e oscillatori), l’analisi fondamentale (valutazione del valore degli asset tramite dati economici e bilanci) e la padronanza degli strumenti operativi, dalle piattaforme di trading ai fogli di calcolo per il journaling delle operazioni. A queste si aggiunge, sempre più, la capacità di interpretare dati quantitativi e utilizzare strumenti di automazione.
Le competenze personali sono spesso sottovalutate, ma separano chi rimane nei mercati da chi abbandona dopo le prime perdite. Disciplina operativa, capacità di gestire lo stress, rispetto rigoroso delle regole di money management e una soglia di tolleranza al rischio chiara e misurata sono qualità che si allenano nel tempo, non si improvvisano. Fai esperienza con un conto demo per almeno 3-6 mesi prima di operare con capitale reale.
Per un approfondimento specifico sulle competenze richieste, leggi l’articolo sulle competenze tecniche e personali per il trading online.
Vantaggi e criticità della professione del trader
Come per molti lavori, anche quello del trader offre una serie di vantaggi ma anche delle criticità. Se vuoi approcciarti a questo mondo devi avere un quadro completo, senza lasciarti ingannare dal mito del facile guadagno e, allo stesso tempo, senza pensare che il trading sia un’attività adatta solo ai ricchi o a chi è già del settore.
Uno dei vantaggi principali del trading online è che oggi questo tipo di attività è facilmente accessibile a tutti. Puoi iniziare a operare, dopo una formazione di base, scegliendo asset a basso rischio e utilizzando strategie semplici e facili da apprendere.
Per quanto riguarda invece le criticità, queste si possono riassumere ricordando che il trading è un’attività ad elevato rischio. Non si può assolutamente improvvisare, e uno studio approfondito diventa un’arma vincente per comprendere non solo le dinamiche dei mercati ma anche le strategie più adatte per i diversi asset e per i diversi contesti di investimento.

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Trading energetico: l’esempio di Enel Global Trading
Quando si parla di trading a livello aziendale, un interessante esempio può essere quello offerto dal Gruppo Enel che ha dato vita a una divisione specializzata nel management dei prodotti energetici: il Global Energy and Commodity Management and Chief Pricing Officer.
Operando soprattutto con strategie di hedging, l’azienda ha organizzato un gruppo di trading che gestisce il portafoglio del Gruppo operando nel settore in cui è leader, quello dell’energia. A tal scopo si avvale di tecniche e strumentazioni all’avanguardia che permettono di riconoscere trend e realizzare un trading avanzato e a basso rischio.
Aspetti fiscali: cosa sapere prima di iniziare
Il trading come lavoro ha implicazioni fiscali diverse a seconda del profilo professionale. Un trader autonomo che opera in modo continuativo è generalmente classificato come lavoratore autonomo e deve dichiarare i proventi come redditi d’impresa o di lavoro autonomo. Chi opera tramite prop firm può beneficiare, come già detto, del regime forfettario al 15%.
Per chi fa trading come secondo lavoro o come attività occasionale, i guadagni derivanti dalla compravendita di strumenti finanziari sono soggetti a imposta sostitutiva del 26%. Conoscere queste distinzioni prima di iniziare evita sorprese al momento della dichiarazione dei redditi. Per una guida completa sulla tassazione, l’articolo trading e tasse — la guida definitiva sul blog Metaskill copre ogni scenario.
Per concludere
Se vuoi lavorare come trader le possibilità sono davvero numerose: desk trader in banca, energy trader nel settore energetico, prop trader per conto di firm specializzate o trader indipendente. In tutti i casi, solo con una preparazione adeguata puoi emergere in un mercato sempre più competitivo. Migliora la tua preparazione con il Master Trader Multiday di Metaskill.
Domande frequenti
Quanto guadagna un trader professionista in Italia?
Lo stipendio medio di un trader professionista in Italia è circa €35.269/anno (fonte: Indeed, 2025). I livelli variano molto in base al contesto: un energy trader guadagna in media €65.750/anno, mentre un trader a Milano con esperienza può superare €97.500 al 75° percentile (Glassdoor, 2025). I bonus legati alle performance possono incrementare significativamente queste cifre nei ruoli istituzionali.
Serve una laurea per fare il trader?
Non esiste un percorso obbligatorio, ma la formazione strutturata è indispensabile. Per ruoli istituzionali (desk trader in banca, energy trader in azienda) una laurea in Economia, Finanza o Ingegneria Gestionale è quasi sempre richiesta. Per il trading indipendente o tramite prop firm, contano le competenze tecniche dimostrabili — analisi tecnica, money management, track record documentato. I corsi certificati e i master come quello di Metaskill permettono di acquisire queste competenze in modo sistematico.
È possibile fare trading come secondo lavoro?
Sì, molti trader iniziano operando part-time, dedicando le ore serali o i fine settimana all’analisi e all’operatività sui mercati con orari compatibili. Le strategie multiday — che non richiedono di stare davanti allo schermo per ore consecutive — si prestano particolarmente a chi ha già un impiego principale. La chiave è partire con un capitale che ci si può permettere di rischiare, una strategia testata in conto demo e regole di gestione del rischio rigide.

