Fin dal primo giorno in cui decisi di fare del trading la mia professione, la domanda più ricorrente è sempre stata questa: “Ale, ma quanto guadagna un trader professionista?”
La risposta, come spesso accade, è dipende, qualsiasi valore assoluto viene detto è comunque sbagliato perché fare il trader non significa essere dei dipendenti ed avere uno stipendio fisso:
L’attività di trading e degli investimenti è un’attività rischiosa per definizione e incerta come una qualsiasi altra attività imprenditoriale.
Questa frase mettitela bene in testa e stampatela a caratteri cubitali.
In sintesi
- Il guadagno di un trader professionista non è uno stipendio fisso: dipende dal capitale, dal rischio sostenuto e dalla fase di mercato.
- Secondo i dati ESMA, tra il 74% e l’89% dei conti retail perde denaro sui CFD — chi vince è una minoranza formata e disciplinata.
- L’unica leva che puoi controllare è il rischio: i rendimenti li dà il mercato, la gestione del rischio la dai tu.
Guadagni da dipendente vs. guadagni da trader
Per un dipendente è più semplice perché firmi il contratto da 1.500€ al mese per un tempo indeterminato, e sai che nei prossimi mesi guadagnerai 1.500€.
Il trader, invece, ha dei rendimenti che sono sempre lo specchio delle sue capacità, e soprattutto della sua inclinazione al rischio.
Inoltre non ci sarà un valore assoluto in risposta alla domanda su quanto guadagna un trader professionista, perché questo dipende dal capitale che si ha a disposizione, quindi la risposta sarà in percentuale al capitale impegnato.
Chi può dire quanto guadagna un chirurgo, un architetto, un dentista, un avvocato…
Nessuno può dirlo, dipende dalla loro bravura e da come va il mercato, se si va tutti d’amore e d’accordo, l’avvocato potrà essere il più bravo del mondo ma non lavorerà, e questo vale per qualsiasi altra attività imprenditoriale, e quindi vale anche per il trader professionista.
La differenza principale rispetto ad altre professioni è che il trading ti espone direttamente al mercato ogni giorno. Non c’è committente, non c’è contratto da rinnovare: c’è solo il conto, la strategia e la disciplina con cui la esegui.
Il trading è un attività imprenditoriale a tutti gli effetti
Tutti gli imprenditori guadagnano cifre diverse ogni anno, ogni mese, ogni decennio, quindi questo è il primo concetto da capire.
Il trading è un’attività a tutti gli effetti e la tua bravura e le tue caratteristiche, in primis l’inclinazione al rischio, fanno tutta la differenza.

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Ti puoi mettere degli obiettivi percentuali?
Io direi di no.
Il concetto più importante da capire è che quanto guadagna un trader dipende dalla fase di mercato in cui si trova e dal rischio che sostiene.
Io posso dirti che un trader professionista guadagna il 100% l’anno e a fianco c’è un altro professionista che ha fatto negli ultimi anni il 20% l’anno, uno dice che quello che ha fatto il 100% l’anno è più bravo di quello che ha fatto il 20% l’anno.
Ma non è detto che sia cosi, perché quello che ha fatto il 20% medio annuo potrebbe aver sostenuto dei rischi molto più bassi rispetto a quello che ha fatto il 100%.
Il rendimento è in funzione del rischio, per cui più alto è il rischio che sostieni più potrebbe essere elevato il tuo rendimento.
Ma attenzione perché potrebbero essere anche maggiori le perdite e quindi più è alto il rischio che sostieni e più possibilità hai di bruciarti il capitale, perché devi tener conto della solita equazione che è “a rischio zero corrisponde rendimento zero”.
La tabella qui sotto mostra come si relazionano rischio e rendimento atteso in un’operatività strutturata:
| Profilo di rischio | Rischio per operazione | Rendimento annuo potenziale | Drawdown massimo atteso |
|---|---|---|---|
| Conservativo | 0,5% del capitale | 10–20% | 5–10% |
| Moderato | 1–2% del capitale | 20–50% | 10–20% |
| Aggressivo | 3–5% del capitale | 50–100%+ | 25–40%+ |
Fonte: elaborazione Metaskill su pratiche operative di trading multiday strutturato.
Non alzare il rischio nella tua operatività
Per cui per provare a guadagnare come un trader professionista dovrai andare ad alzare l’asticella del rischio, ma alzare l’asticella del rischio non comporta per forza che, se rischio 1, allora ottengo 5, e poi se rischio 10 ottengo 50.
Capisci cosa voglio dirti?
Il concetto non è che se guadagno rischiando poco, poi se rischio ancora di più allora guadagno ancora di più, perché poi all’aumentare del rischio aumentano anche le possibilità che mi vado a bruciare il conto.
Il punto che molti trader principianti non capiscono subito è che il rischio cresce in modo non lineare. Aumentare l’esposizione da 1% a 3% per operazione non significa triplicare i guadagni: significa esporsi a sequenze di perdite consecutive che possono erodere il conto in poche settimane. Un drawdown del 30% richiede un +43% solo per tornare al punto di partenza. Un drawdown del 50% ne richiede uno del 100%.
L’industria dei broker…
Tutta l’industria dei broker in questi anni ha girato intorno al concetto di utilizzare la leva.
Perché utilizzando la leva puoi investire soldi che non hai e quindi con 100€ investi come se fossi un investitore da 100mila euro.
Pronto a scoprire la dura realtà?
La realtà dei fatti è che se tu hai 100€ e investi come uno che ne ha 100.000 a bruciarti il conto ci metti un attimo.
Il consiglio generale è quello di non pensare ad avere un rendimento fisso.
Anche se ti dai degli obiettivi bassi, è comunque sbagliato, perché se ti fissi un rendimento del 10% all’anno, chiaramente utilizzerai una gestione del rischio prudente, viceversa, se ti fissi di fare il 100% all’anno dovrai necessariamente utilizzare una gestione del rischio più aggressiva.

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Facciamo un esempio ipotetico di guadagno per un trader professionista
Supponiamo che ti poni di raggiungere il 20% quest’anno ma, dopo dieci mesi, ti accorgi di essere in negativo, oppure, magari, di essere in positivo del 2%, che cosa devi fare?
Il 18% in due mesi.
E per fare il 18% in due mesi devi aumentare il rischio e quindi magari rischi di bruciarti il conto.
Ti è più chiaro adesso?
Questa è una cosa che è successa anche a me personalmente quando abbiamo introdotto i servizi target che adesso abbiamo tolto.
In passato abbiamo avuto sempre rendimenti superiori anche al 70/80% lordi con la mia gestione del rischio, allora, fissiamo ad esempio un rendimento dell’80% che fino adesso è sempre stato raggiunto.
Cosa succede?
Parte l’anno, i mercati sono in laterale e poi sono scesi.
Quindi, pochi spunti, situazioni in cui la strategia non lavorava benissimo.
In pratica, mi sono ritrovato dopo tre mesi che eravamo in perdita, un modo per cercare di arrivare all’80%.
Qual era questo modo?
Dovevo alzare il rischio.
Ma, alzando il rischio, mi sono esposto di più in una fase di mercato difficile e quindi ho aumentato le perdite.
Nel momento in cui ho capito questo meccanismo, fortunatamente sono stato abbastanza lucido da dire ai miei clienti che, un conto è il raggiungimento del target obiettivo, un conto è rischiare di bruciarsi il conto.
Quindi riduco il rischio, e solo quando il mercato tornerà in una fase positiva allora sarei tornato a fare i miei rendimenti.
Che risultato ho ottenuto?
Il risultato è stato che, riducendo il rischio e facendo passare il tempo, alla fine, ho recuperato un drawdown del 17%, raggiungendo un picco lordo di quasi il 30% di profitto.
Il passaggio da una fase di drawdown a una fase di profitto è stato generato dal mercato.
Perché la strategia è sempre la stessa, quindi è molto importante che tu sappia che i rendimenti li da il mercato, noi non possiamo controllare i rendimenti, l’unica cosa che possiamo fare è controllare è il rischio.
Questo esempio illustra una verità che vale per qualsiasi trader, dal principiante al professionista con anni di esperienza: la disciplina sulla gestione del rischio non è una regola da applicare solo nei momenti tranquilli. È esattamente nei momenti difficili — mercati laterali, drawdown, pressione psicologica — che quella disciplina fa la differenza tra chi recupera e chi azzera il conto.
Quindi quanto guadagna un trader professionista?
Ci sono professionisti che riescono ad avere profitti molto alti ogni mese, ma il punto qual è?
Che stanno tutto il giorno davanti al computer a speculare e hanno delle competenze incredibili.
Diventando proprio un’attività a tempo pieno che poi ti consuma dall’esterno, infatti, la maggior parte di questi dopo anni e anni che mantengono questo continuo stress fisico e mentale decidono di smettere.

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Il vantaggio di diventare investitore
Il vero vantaggio dell’investire è che il capitale viene fatto crescere col tempo.
Ma se io devo stare tutto il giorno davanti al pc a comprare e vendere, allora diventa un’attività che sta consumando il mio tempo.
Se, invece, viene sviluppata una strategia di trading che ti permette di investire il tuo capitale e tenerlo investito per settimane e mesi, allora accade che il tempo che dedicherai a quest’attività sarà ridotto a poche ore al giorno nel fine settimana.
Perché dovrai analizzare i mercati rispettando esattamente i parametri della tua strategia che ti può dare dei rendimenti nel medio/lungo termine.
Ma il più grande vantaggio è che vai a dimezzare (se non di più) lo stress fisico e psicologico, rimanendo sempre lucido mentalmente, riducendo quindi gli errori, e gestendo in modo professionale il tuo capitale senza rischiare di perdere tutto a causa dello stress elevato.
In Metaskill lavoriamo esattamente su questo approccio: il trading multiday è pensato per chi vuole operare con metodo senza essere incollato ai grafici ogni ora. L’obiettivo non è massimizzare il rendimento a qualsiasi costo, ma costruire un’operatività sostenibile nel tempo.
Prima di iniziare ad investire, e di pensare a quanto guadagna un trader professionista, poniti sempre queste domande:
Quanto rischio sono disposto a sostenere?
Nello specifico, quanto devo rischiare?
Infine, quanto posso rischiare?
Attenzione perché sembrano domande uguali ma sono diverse 🙂
Quindi devi avere una strategia corretta, devi gestire il capitale in maniera corretta, prenderti giusti rischi e poi i rendimenti futuri te li darà il mercato.
Mi raccomando devi sempre porti la giusta domanda perché se ti poni le domande sbagliate avrai sicuramente delle risposte sbagliate.
Ti auguro buon Trading
Alessandro Moretti
Quanto guadagna un trader? Domande frequenti
Quanto si guadagna al mese con trading?
Il guadagno mensile di un trader varia in base a esperienza, strategia, capitale investito e condizioni di mercato. Alcuni mesi chiuderanno in profitto, altri in perdita: questa è la norma, non l’eccezione. Il trading comporta rischi e non garantisce un reddito stabile. Chi vuole avvicinarsi al trading in modo serio deve prima costruire una strategia testata e una gestione del rischio definita, non partire dall’aspettativa di un guadagno mensile fisso.
Quanto guadagna un top trader?
Un top trader, spesso con anni di esperienza e una profonda comprensione dei mercati, può guadagnare somme significative, talvolta nell’ordine di milioni di euro all’anno. Raggiungere questo livello richiede competenze avanzate, disciplina e una gestione del rischio efficace. I guadagni sono anche influenzati dalle dimensioni del capitale gestito: un trader che opera con 50.000€ produce risultati diversi in valore assoluto rispetto a chi gestisce 5 milioni, anche con la stessa percentuale di rendimento.
Quanti trader sono profittevoli?
I dati sono chiari e non rassicuranti: secondo le rilevazioni dell’ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati), tra il 74% e l’89% dei conti retail perde denaro sui prodotti CFD, con perdite medie per cliente comprese tra 1.600€ e 29.000€. Significa che solo l’11–26% dei trader retail riesce a chiudere in positivo. La chiave del successo risiede nell’educazione continua, nella gestione del rischio e nella capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni di mercato.
Cosa si studia per diventare un trader?
Per diventare un trader è utile formarsi su questi ambiti:
- Analisi tecnica: Interpretazione dei grafici e utilizzo degli indicatori tecnici.
- Analisi fondamentale: Valutazione dei dati economici e delle notizie di mercato.
- Gestione del rischio: Tecniche per minimizzare le perdite e proteggere il capitale.
- Psicologia del trading: Gestione delle emozioni e sviluppo della disciplina.
Corsi formali in finanza, economia o materie affini possono anche essere vantaggiosi.
Quanto è difficile fare il trader?
Fare il trader è considerato difficile a causa della necessità di prendere decisioni rapide, gestire lo stress e affrontare l’incertezza del mercato. Richiede una combinazione di conoscenze tecniche, disciplina mentale e capacità di gestione del rischio. Il successo nel trading richiede tempo, dedizione e pratica costante.
Quanto tempo ci vuole per diventare trader?
Il tempo necessario per diventare un trader competente varia tra gli individui. Alcune persone possono acquisire le competenze di base in pochi mesi, mentre altri potrebbero impiegare anni per perfezionare le loro abilità. La pratica continua, l’educazione e l’esperienza di mercato sono essenziali per diventare un trader di successo.


