Migliori indicatori per fare trading

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Gli indicatori tecnici sono strumenti matematici calcolati sul prezzo e sul volume che aiutano il trader a leggere il mercato con più precisione. Senza di essi, operi a occhio. Con quelli giusti, costruisci una strategia ripetibile.

Indicatori grafici, RSI, Stocastico, Canali di Donchian … supporti, resistenze, medie mobili, oscillatori …

Come puoi scegliere i migliori indicatori per destreggiarti nel dinamico mondo del trading?

scopri quali sono i migliori e come utilizzarli con il nostro master

Chi inizia a fare trading molto spesso inizia affascinato da questo mondo, ma lo trova criptico e oscuro.

Bid e Ask, benchmark e poi numeri, grafici di tutti i tipi … questo è il mondo del trading ma niente paura!

Qui scoprirete quali sono i migliori indicatori di trading e quali sono i miei preferiti.

In sintesi

  • Non esiste un unico “miglior indicatore”: ogni strumento funziona meglio in specifiche fasi di mercato (trend, laterale, volatile).
  • I tre indicatori da conoscere prima di tutti gli altri: RSI per gli eccessi, MACD per il momentum, Medie Mobili per il trend.
  • Nessun indicatore va usato da solo: combina sempre un indicatore di trend con uno di momentum per ridurre i falsi segnali.

Gli indicatori di trading

Prima di tutto rispondiamo alla domanda: a cosa servono questi indicatori?

Gli indicatori di trading sono strumenti a supporto del trader e si usano per comprendere meglio l’andamento del titolo in esame.

Gli indicatori servono a tutti i trader, principianti e non.

Sono utili per formulare le proprie strategie e bilanciare il personale profilo di rischio.

Gli indicatori ci consentono di comprendere meglio i movimenti dei mercati finanziari attraverso l’analisi dei prezzi.

Questi indicatori si avvalgono di indici di diverso tipo a seconda delle informazioni che restituiscono.

Possiamo così individuare 5 principali categorie di indicatori:

  1. Indicatori di Trend: indicano la tendenza di un movimento finanziario.
  2. Indicatori di Volume: si riferiscono al numero delle transazioni effettuate in particolari intervalli di tempo.
  3. Indicatori di Intensità: indicano i tassi di interesse in rapporto ad un periodo temporale.
  4. Indicatori di Volatilità: riguardano l’incertezza dei futuri movimenti dei mercati finanziari.
  5. Indicatori di Ciclo: ci danno informazioni sull’arco temporale da quando si apre una posizione a quando si chiude.

Non tutti gli indicatori vanno bene per qualsiasi situazione.

Ogni indicatore ha un ruolo diverso: possono funzionare in fasi di mercato diverse e sono adatti a determinati strumenti piuttosto che altri.

Un esempio?

Prendiamo due indicatori, il Directional Movement e l’indicatore Stocastico.

Il primo, il Directional Movement è un indicatore filtro: ci dice se il mercato è in trend o no.

L’indicatore stocastico funziona invece bene in mercati senza trend, si dice quindi trendless, e funziona solo in determinate fasi.

Il miglior indicatore di trading in realtà non esiste, esiste solo l’indicatore più adatto alla tua operatività.

Quindi, prima di iniziare, devi capire bene a cosa serve l’indicatore e poi valutare se inserirlo o meno nella tua strategia.

Nella definizione della tua strategia, soprattutto se sei agli inizi, devi conoscere alcuni indicatori base, immancabili nel patrimonio di ogni trader.

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1. Trend Line

Iniziamo la nostra analisi definendo un indicatore di tendenza, forse un po’ scontato, ma di cui non si può non parlare.

Le trendline o linee di tendenza, ci permettono di capire quale è la tendenza del mercato in atto.

Queste linee dinamiche ci permettono di capire se ci troviamo in fasi di mercato rialziste o ribassiste e dunque se il prezzo di un titolo sta salendo o sta scendendo.

Le trend line sono utilissime non solo per capire in che momento si trova il mercato o un titolo, ma anche per inviarci quei segnali che possono essere d’allarme e indicarci possibili inversioni di tendenza.

Ogni tendenza si compone di un insieme di punti massimi e minimi, crescenti o decrescenti.

Le trend line servono anche per capire se un mercato è stabile o in equilibrio, ovvero si trova in una fase laterale.

La rottura di supporti o resistenze, statiche o dinamiche, segna un buon momento per l’ingresso o l’uscita dal mercato.

In pratica: tracci la trendline unendo i minimi di reazione crescenti (trend rialzista) o i massimi decrescenti (trend ribassista). Quando il prezzo rompe la linea con volume confermato, è il segnale operativo più diretto che questi strumenti offrono.

2. Media Mobile Semplice

Questo è uno dei primi strumenti che si studiano ed è anche uno dei più utilizzati.

La media mobile non è altro che una “media” di prezzi delle varie sedute.

Indica la media dei prezzi in un intervallo di tempo deciso dal trader.

Si dice mobile perché viene calcolata ad ogni aggiornamento del grafico.

Ma a cosa serve?

Serve per cogliere il trend del titolo o come soglia di prezzo psicologica per decidere se entrare o uscire dalla posizione a seconda delle sue oscillazioni.

Utilizzare una sola media mobile non è sufficiente e per questo solitamente si usa un insieme di medie mobili calcolate su intervalli di tempo diversi.

In questo modo si tengono in considerazione medie mobili impostate sul breve, sul medio e sul lungo periodo.

In inglese si dice Simple Moving Average per questo su molti screener troverete l’acronimo SMA.

Le medie mobili individuano un trend rialzista quando puntano verso l’alto o, a seconda dell’orizzonte temporale, quando la media di breve e quella di medio termine, incrociano al rialzo quella di più lungo termine.

I periodi più usati in pratica sono 20, 50 e 200 sedute. Quando la SMA a 50 periodi incrocia al rialzo quella a 200 si parla di “golden cross” — uno dei segnali di ingresso più seguiti dai trader di medio-lungo periodo.

3. RSI – Relative Strenght Index

L’RSI – Relative Strenght Index o anche indice di Forza Relativa è un indicatore di tipo statistico.

Non si legge direttamente sul grafico di prezzo ma sotto di esso.

L’RSI è un oscillatore, può oscillare infatti in un intervallo che va da 0 a 100 ottenuto calcolando la correlazione tra giorni “positivi” e giorni “negativi”.

Dal valore del RSI si capirà la fase di mercato.

Tale strumento è molto utile per capire gli eccessi dei mercati, insomma gli attacchi compulsivi di “shopping” o di “basta, dò via tutto”.

Ovvero serve per capire se si stanno verificando fasi di ipercomprato o di ipervenduto.

In parole semplici ecco come potete interpretarlo e quali valori dovete considerare.

L’ipervenduto corrisponde ad un RSI al di sotto dei 30, intorno ai 50 indica una sostanziale neutralità ed equilibrio tra domanda e offerta, mentre oltre i 70 indica una situazione di ipercomprato.

Se un titolo o un mercato si mantiene su uno dei due estremi per un periodo di tempo lungo e sul grafico dei prezzi abbiamo valori che contrastano con l’andamento del RSI, allora possiamo aspettarci un’inversione di trend.

Anche questo indicatore non va utilizzato da solo ma in abbinamento ad altri. Il periodo standard è 14 sedute — impostazione che Wilder stesso raccomandava e che la maggior parte dei trader professionisti mantiene invariata (Fonte: Investing.com — Indicatori Tecnici).

4. Moving Average Convergence Divergence o MACD

Il MACD sta per Moving Average Convergence Divergence, tradotto, convergenza e divergenza di medie mobili.

Il MACD viene utilizzato per misurare il momentum, insieme alla direzione del trend e la sua durata.

Il MACD deriva da tre medie mobili che vengono calcolate su tre diversi periodi, 12, 26 e 9.

Dalla media a 26 e da quella a 12 periodi si crea l’istogramma MACD che ci da informazioni che approfondiremo in un altro articolo.

Dalla media a 9 periodi si ha la linea del segnale, che a seconda delle fasi indicate dall’istogramma può darci informazioni diverse.

Ma come si legge questo indicatore?

Se il MACD è positivo e anche il valore dell’istogramma sta salendo, ci troviamo in un momentum rialzista che è in aumento.

Viceversa se il MACD è negativo e anche l’istogramma sta scendendo ci troviamo in un momentum ribassista e che sta prendendo forza.

Per riassumere, il MACD serve per aiutarci a cogliere tre tipi di segnali di base:

  • crossover della linea del segnale
  • crossover della linea dello zero
  • divergenza.

Il MACD non viene però utilizzato mai da solo ma si accompagna ad altri strumenti più statistici come l’RSI.

5. Pivot point

I Pivot point sono indicatori semplici e di tipo grafico che ci indicano punti di svolta o cardine del mercato.

Questi indicatori sono molto simili a supporti e resistenze.

I pivot point sono anche tra i migliori strumenti per il trading intraday.

Essi indicano livelli giornalieri che possono essere toccati e superati in positivo o in negativo diverse volte durante una stessa giornata.

Per capirli meglio può aiutare pensare al significato francese della parola pivot, e cioè perno o picchetto.

Sono dunque punti che il mercato o un titolo può raggiungere e ne indicano l’andamento e come di conseguenza dovremo agire.

Una volta fissati i nostri picchetti sul grafico, a seconda di come si muove il prezzo, sarà sempre monitorato dai nostri pivot point.

In questo modo, se parte un picchetto, o meglio se il prezzo supera il nostro pivot point, dovremo decidere come comportarci, se aprire, chiudere o incrementare la nostra posizione su quel titolo.

Il calcolo standard del pivot point centrale è: (Massimo + Minimo + Chiusura) / 3. Da quel valore si derivano i livelli di supporto S1, S2 e resistenza R1, R2 che i day trader usano come riferimento durante la sessione.

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6. Bande di Bollinger

Le bande di Bollinger sono un indicatore di tipo grafico che prendono il nome dal suo creatore: John Bollinger.

Sono state chiamate così quando durante una trasmissione del Financial News Network, dove Bollinger lavorava come presentatore, un intervistatore gli chiese cosa fossero e lui rispose “Bè, chiamiamole Bande di Bollinger”.

Queste sono un indicatore che si basa sulla volatilità del titolo preso in esame.

Si sviluppano come gran parte degli strumenti partendo dalla media mobile e unito alla deviazione standard di un titolo.

Sono dette bande perché si tratta di 3 curve che si muovono insieme al prezzo e lo avvolgono costantemente.

Come si usano?

Quando il prezzo si avvicina ad una delle bande estreme, quella superiore o quella inferiore, allora è il momento in cui si generano rispettivamente, segnali di vendita o acquisto.

Non bisogna usarle da sole perché potrebbero dare falsi segnali.

Se vuoi approfondire meglio il funzionamento delle curve e degli strumenti di analisi, leggi la nostra guida completa per diventare esperto di trading.

7. Average Directional Index o ADX

ADX sta per Average Directional Index ossia Indicatore Medio di Direzione, è un indicatore di trend ed è tra i migliori strumenti per il trading.

Ci dice se c’è e quanto è “maturo” il trend in atto e viene rappresentato con una semplice linea.

Nasce per avere informazioni sulle materie prime per creazione di Welles Wilder.

Inizialmente utilizzato dunque solo sulle commodities si estese poi anche al Forex e all’analisi dei mercati.

L’ADX si sviluppa dall’unione di due variabili +DI e -DI che sono l’indicatore direzionale positivo e l’indicatore direzionale negativo.

L’ADX come l’RSI oscilla tra 0 e 100.

Come si legge?

Maggiori sono i suoi valori, più il trend è maturo, se invece è su valori al di sotto di 20, ci troviamo in una fase laterale del mercato.

Top 10 indicatori di trading: classifica per frequenza d’uso e versatilità

In base a un’analisi delle fonti più aggiornate sugli indicatori tecnici (Investing.com), ecco una Top 10 classificata per frequenza d’uso e versatilità su diversi timeframe — dallo scalping al lungo termine. Non si tratta di una classifica assoluta: come detto, il miglior indicatore è sempre quello più adatto alla tua operatività. Questa tabella ti aiuta però a orientarti se sei agli inizi e vuoi capire da dove partire.

#IndicatoreTimeframe idealeAffidabilitàA cosa serve
1Medie Mobili (SMA / EMA)Tutti⭐⭐⭐⭐⭐Identificano la direzione del trend e i crossover per ingressi/uscite. Base di quasi tutti gli altri indicatori.
2RSI (Relative Strength Index)Scalping / Day Trading⭐⭐⭐⭐⭐Misura ipercomprato (sopra 70) e ipervenduto (sotto 30). Ottimo per timing di entrata e uscita.
3MACDDay Trading / Swing⭐⭐⭐⭐⭐Segnali di momentum tramite crossover e divergenze. Molto usato in combinazione con RSI.
4Bande di BollingerSwing Trading⭐⭐⭐⭐Misurano la volatilità del titolo e segnalano possibili rimbalzi o breakout sulle bande estreme.
5Oscillatore StocasticoDay Trading⭐⭐⭐⭐⭐Simile all’RSI ma più reattivo. Funziona bene in mercati laterali (trendless) per prese di profitto.
6Pivot PointIntraday / Lungo termine⭐⭐⭐⭐Definisce livelli di supporto e resistenza giornalieri. Tra i più usati in day trading e scalping.
7ADX (Average Directional Index)Lungo termine⭐⭐⭐⭐Misura la forza del trend in atto. Sopra 40 indica un trend forte; sotto 20 segnala mercato laterale.
8Ritracciamenti di FibonacciSwing Trading⭐⭐⭐⭐⭐Individua livelli chiave di supporto e resistenza (38,2%, 61,8%) durante le correzioni di prezzo.
9Ichimoku CloudSwing / Lungo termine⭐⭐⭐⭐Racchiude in un unico grafico informazioni su trend, supporti, resistenze e momentum. Più complesso da leggere.
10Parabolic SARLungo termine⭐⭐⭐⭐Genera segnali di stop e reverse per strategie trend following. Molto visivo e immediato da interpretare.

Fonte: Investing.com — Indicatori Tecnici Borsa

Come usare questa classifica in pratica? Scegli 2–3 strumenti che si adattano al tuo timeframe preferito e testali su un conto demo prima di usarli in operatività reale. Combinare un indicatore di trend (es. Medie Mobili o ADX) con uno di momentum (RSI o MACD) è il punto di partenza più solido per qualsiasi strategia. Se vuoi imparare a usarli in modo professionale, scopri il nostro master per trader.

L’élite degli indicatori (ovvero il mio best of)

Ecco quelli che secondo me sono i migliori indicatori di trading.

Sono solo tre ma sono gli strumenti migliori.

Dopo anni passati a studiare e ricercare di tutto sull’analisi tecnica, si sono rivelati i migliori per il mio approccio strategico operativo.

Nel Master Trader di Metaskill, questi tre strumenti vengono approfonditi con esempi operativi reali su grafici live — non su teoria.

Gli indicatori dicono cosa ha fatto il prezzo. Per capire chi lo ha mosso servono i volumi degli istituzionali, il punto di partenza dello Smart Money Concept.

1. Indice di Forza relativa

L’indice di Forza relativa è un indicatore veramente semplice da spiegare e da usare.

La forza relativa si ottiene dalla comparazione dei valori della serie storica dei dati di un titolo con i valori della serie storica stessa o con i valori di un’altra serie storica di un titolo/indice diverso.

Come lo uso? A cosa mi è utile?

Lo utilizzo per individuare 2 cose fondamentali:

  • le migliori azioni sul mercato
  • i migliori settori del mercato

Nell’individuare le migliori azioni sul mercato potete analizzare una società e confrontare il settore dove opera con il settore in generale, specifico per il Paese originario della società.

Di conseguenza in generale l’azienda che va meglio nel suo settore di certo ha le carte giuste per battere la concorrenza e attrarre clienti.

Sarà molto probabile che questa società resterà profittevole sul mercato.

Ecco una rappresentazione di come si presenta la forza relativa in questo caso del titolo Intesa SanPaolo.

(Fonte: Intesa San Paolo)

2. Directional Movement

Vi ho accennato all’inizio che preferisco utilizzare questo strumento invece che l’indice stocastico.

Il Directional Movement Index o DMI è uno strumento utilissimo per capire se ci troviamo in una fase di trend o meno.

Il DMI si può usare sia per analisi di breve termine che per strategie e analisi di lungo periodo.

Esso è la somma di tre indicatori, li abbiamo già visti in questa analisi. Il DMI deriva infatti dall’unione dell ADX Indice medio di Direzione e dalle sue due componenti +DI e -DI.

Come si legge?

Se l’ ADX è decrescente ci troviamo in assenza di trend, se è crescente ci troviamo in una situazione di trend.

A seconda di come si incrocia con le sue componenti +DI e -DI possiamo capire di che tipo di trend si tratta e della sua possibile forza.

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3. Canale di Donchian

Questo strumento è meno spaventoso di quanto possa sembrare dal nome.

E’ un indicatore di volatilità.

Si tratta di uno strumento molto simile alle Bande di Bollinger ma in modalità statica e come le Bollinger band prende il nome dal suo creatore.

La linea superiore e quella inferiore corrispondono ai livelli di prezzo massimi e minimi raggiunti nell’arco temporale scelto.

Maggiore è l’ampiezza tra le due, cioè più ampio è il canale, maggiore è la volatilità del titolo.

Siete voi a decidere quanti periodi prendere a riferimento.

Come si usa?

Quando il titolo supera una delle due linee sarà il vostro segnale per operare, decidendo se comprare o vendere a seconda che stiate operando con una strategia di tipo trend following o meno.

In una strategia di tipo trend following si compra quando il prezzo supera la linea superiore e si vendere quando si supera la linea inferiore.

Ecco un esempio di come appare un canale di Donchian.

Come detto ogni indicatore può, a seconda della strategia, dello strumento e del tipo di trading che si svolge, essere migliore di un altro.

Questi che vi ho presentato sono i migliori strumenti che un buon trader o un trader principiante deve assolutamente conoscere per pianificare la propria strategia e cominciare a conoscere e capire i mercati.

Ora che avete scoperto anche quelli che sono i miei preferiti per fare trading, usateli con metodo e consapevolezza.

Gli indicatori non possono essere usati da soli, ma bisogna integrarli tra di loro al fine di evitare degli errori e per prendere decisioni più profittevoli.

Migliori indicatori per fare trading? Domande frequenti

Quali sono i migliori indicatori nel trading?

I migliori indicatori nel trading dipendono dallo stile e dalle strategie del trader. Tuttavia, alcuni degli indicatori più popolari e utili includono:

  1. Media Mobile (Moving Average): Utilizzata per identificare la direzione del trend e i punti di inversione.
  2. RSI (Relative Strength Index): Misura la velocità e il cambiamento dei movimenti di prezzo per identificare condizioni di ipercomprato o ipervenduto.
  3. MACD (Moving Average Convergence Divergence): Aiuta a individuare cambiamenti nella forza, direzione, momento e durata di un trend.
  4. Bollinger Bands: Indicano la volatilità del mercato e possibili punti di inversione.
  5. Volume: Analizzare il volume può confermare la forza di un trend o di una rottura.

Quali sono le migliori strategie di trading?

Le migliori strategie di trading variano a seconda delle preferenze individuali, ma alcune strategie comuni includono:

  1. Trend Following: Seguire la direzione del trend principale.
  2. Scalping: Fare piccoli profitti su movimenti di prezzo minimi.
  3. Swing Trading: Catturare movimenti di prezzo intermedi.
  4. Day Trading: Apertura e chiusura di posizioni nello stesso giorno di trading.

Quale percentuale di guadagno è considerata un buon trade?

Una buona percentuale di guadagno dipende dalla strategia e dai rischi assunti. In generale, un rapporto rischio/rendimento di 1:2 o superiore è considerato favorevole. Ciò significa che per ogni unità di rischio, si mira a guadagnare almeno il doppio.

Come identificare un trend?

Per identificare un trend, puoi utilizzare indicatori come le medie mobili o l’analisi dei massimi e minimi del prezzo. Un trend rialzista è caratterizzato da massimi e minimi crescenti, mentre un trend ribassista presenta massimi e minimi decrescenti.

Come capire i grafici del trading?

Capire i grafici del trading richiede familiarità con i tipi di grafici (a candela, a linea, a barre) e gli indicatori tecnici. Pratica l’analisi dei pattern e l’interpretazione delle candele per migliorare la tua capacità di leggere i grafici.

Come capire se un grafico sale o scende?

Per capire se un grafico sale o scende, osserva la direzione generale del prezzo e utilizza indicatori come le medie mobili per confermare il trend. Un grafico che mostra massimi e minimi crescenti indica una tendenza al rialzo, mentre massimi e minimi decrescenti indicano una tendenza al ribasso.

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