Cosa sono i dividendi azionari e come calcolarli

Dividendi sì, ma con criterio

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  • strategia

Cosa sono dividendi azionari e come funzionano?

I dividendi sono una parte degli utili che viene data agli azionisti in virtù del loro investimento — più precisamente, la quota di utile che una società decide di distribuire come remunerazione del capitale investito, su proposta del consiglio di amministrazione e con approvazione dell’assemblea.

L’azienda li ripaga per aver comprato le sue azioni e per aver creduto nel suo progetto. L’utile può essere distribuito in parte (si chiama payout ratio la percentuale di utili distribuiti) oppure trattenuto interamente per finanziare nuovi progetti, rafforzare la struttura patrimoniale o coprire perdite.

In pratica: se una società genera utili e decide di distribuirne una parte, ogni azionista riceve un importo proporzionale al numero di azioni possedute — il cosiddetto dividendo per azione (DPS). Ma cosa sono i dividendi azionari e quando vengono distribuiti?

I dividendi vengono distribuiti solo dopo che l’assemblea ordinaria ha approvato il bilancio.

Approvato il bilancio, ottenuta la conferma degli azionisti, fa seguito la delibera di distribuzione degli utili e all’investitore non resta che controllare il proprio conto. Un momento, però, non pensate che ora che avete letto che un’azienda pagherà il dividendo se comprate le loro azioni subito allora riceverete i dividendi: come funziona è leggermente differente, e lo vedremo nel dettaglio nella sezione sulle date chiave.

Prima abbiamo accennato agli utili; prima di capire meglio cosa sono le cedole azionarie, vediamo cosa sono gli utili.

Cosa sono gli utili?

Gli utili sono il risultato della differenza tra i ricavi ed i costi che deve sostenere un’impresa. A questo utile si tolgono poi le tasse pagate e si ottiene il reddito netto. Gli utili si usano come base per molti indicatori utilizzati nell’analisi fondamentale, per questo conoscere cosa sono gli utili ci interessa molto nel trading.

Un’azienda che fa utili può pagare dividendi, ma non è detto che procederà al pagamento delle cedole.

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In sintesi

  • I dividendi sono la quota di utili che una società distribuisce agli azionisti, calcolata come DPS (Dividendo Per Azione); non sono un diritto e dipendono dalla delibera assembleare.
  • Per ricevere una cedola devi possedere le azioni prima della ex-dividend date: chi compra dopo lo stacco non incassa il dividendo di quel ciclo.
  • In Italia i dividendi percepiti da persone fisiche scontano una ritenuta del 26% applicata automaticamente dalla banca; per i titoli esteri si aggiunge spesso una ritenuta alla fonte del Paese di origine.

Cosa sono i dividendi azionari: perché la società non paga sempre?

Ricordatevi che i dividendi non sono un diritto, non sono obbligazioni, l’azienda può decidere di distribuirli, ma non è così scontato.

Una società ha 2 opzioni una volta approvato il bilancio.

La prima opzione è quella di pagare i dividendi, la misura della remunerazione rimane all’azienda.

La seconda è quella di retained earnings, conservare i dividendi in azienda per o coprire le perdite o fare nuovi investimenti.

In questo secondo caso l’azienda può essere agli inizi e decidere di puntare a rafforzare la propria posizione o, anche se più matura, può decidere di rinnovarsi, di puntare sullo sviluppo di un nuovo prodotto, di aumentare la diffusione del prodotto con campagne di comunicazione più forti o andando all’estero.

Tutte sono strategie con cui l’azienda punta a crescere e per farlo ha bisogno di quegli utili conseguiti e che sono una soluzione anche per evitare di chiedere finanziamenti esterni.

Ma è così per tutti?

Non sempre e non proprio per tutti, dipende dal tipo di azioni.

Le azioni non sono tutte uguali, si distingue tra azioni:

  • di risparmio
  • privilegiate
  • ordinarie

Le azioni ordinarie non danno diritto al dividendo se un’azienda decidesse di reinvestirlo.

Al contrario, le azioni di risparmio e le privilegiate, poiché limitano alcuni diritti amministrativi, danno, secondo quanto stabilito e deciso nello Statuto, la possibilità di avere il dividendo.

Lo Statuto di solito fissa anche l’importo e la sua cumulabilità se non viene pagato.

Vi riporto qui in basso il processo del dividendo azionario in modo da farvi capire meglio come funziona questo strumento.

Come funziona lo stacco del dividendo: le 4 date chiave

Per capire davvero come funzionano i dividendi azionari, bisogna conoscere le quattro date fondamentali che scandiscono ogni ciclo di pagamento. Molti investitori principianti le ignorano — e rischiano di comprare azioni credendo di avere diritto a un dividendo che in realtà non incasseranno.

DataNome ingleseCosa succedeChi riceve il dividendo?
Data di deliberaDeclaration dateIl CdA annuncia l’intenzione di pagare il dividendo, l’importo per azione e il calendario—
Data di registrazioneRecord dateLa società “fotografa” il libro soci: chi risulta azionista in questa data ha diritto al dividendoChi è iscritto a libro soci in questa data
Data di staccoEx-dividend datePrimo giorno in cui il titolo quota “ex dividendo”: chi compra da questo giorno in poi non riceve il dividendo. Chi compra il giorno precedente sì.Solo chi possedeva l’azione il giorno prima dello stacco
Data di pagamentoPayment dateIl dividendo viene effettivamente accreditato sul conto dell’investitoreChi aveva diritto al dividendo

Fonte: Tikr – guida alle dividend dates.

Il tempo che passa dalla data di stacco all’effettivo pagamento è detto periodo “ex dividendo”. Chi compra l’azione in questo arco temporale non ha diritto al dividendo, che invece va a chi ha posseduto l’azione in precedenza.

Se ci pensate non è neanche così sbagliato: sono loro che si sono assunti il rischio che l’impresa andasse fallita e non ripagasse il loro investimento, è giusto che abbiano la giusta ricompensa se c’è stata.

Cosa succede al prezzo alla data di stacco? Alla data di stacco, il prezzo teorico dell’azione tende a ridursi di un importo vicino al dividendo distribuito, perché una parte del valore della società è uscita sotto forma di cedola. Questa riduzione è nella maggior parte dei casi temporanea.

Le cedole possono essere distribuite sotto forma di denaro o di altre azioni, in questo caso si parla di stock dividend.

Il pagamento avviene o una volta all’anno o in tranches. Di solito le società USA fanno 4 stacchi, uno per ogni trimestre.

I dividendi azionari sono una seconda possibilità per guadagnare investendo in azioni. Per quanto possano sembrare semplici, non tutte le cedole sono uguali, continuando a leggere lo capirai, e capirai anche dove e come scegliere i titoli migliori per trarne profitto.

cosa sono i dividendi azionari

Quanti sono i tipi di dividendi?

Per capire meglio cosa sono i dividendi azionari ricordiamo che le aziende possono distribuire 4 diversi tipi di dividendi:

  • Dividendo ordinario: è il dividendo che gli azionisti si aspettano e che si ottiene normalmente dagli utili. Viene distribuito con cadenza regolare (annuale, semestrale o trimestrale) in linea con la dividend policy della società. Questo può essere anche trattenuto e reinvestito dall’azienda, come detto in precedenza.
  • Dividendo straordinario: pagamento una tantum, di solito legato a riserve di liquidità accumulate nel tempo, cessioni straordinarie o utili eccezionali. Non è ripetibile ogni anno: una società lo paga quando ha un eccesso di liquidità o ha conseguito utili eccezionali e decide di premiare i suoi investitori.
  • Dividendo in contanti: la forma più comune in Italia. L’investitore riceve un accredito di cash sul conto titoli, proporzionale al numero di azioni possedute.
  • Dividendo in azioni (stock dividend): la società distribuisce nuove azioni al posto del contante. Il numero di titoli in portafoglio aumenta, mentre il valore per azione si adegua di conseguenza. È meno frequente in Italia rispetto ai mercati anglosassoni.

Avrete capito ora perché i dividendi possono essere una sicurezza in più di fare profitti con il trading.

Nel grafico in basso le cedole più alte pagate dai titoli delle blue chip di Piazza Affari.

Come possiamo leggere azioni che pagano dividendi consentono di avere un’entrata in più a fine mese senza fare nulla. cosa sono i dividendi azionari

Per capire come si procede al calcolo dei dividendi continuate a leggere e lo troverete nel prossimo paragrafo.

Qual è il calcolo dividendi azioni

Ora che abbiamo compreso cosa sono i dividendi azionari e le diverse tipologie, vediamo come funziona il dividendo e qual è il calcolo per ottenere i dividendi azioni.

Il dividendo unitario è dato dalla divisione tra gli utili distribuiti e il numero di azioni emesse.

Formula DPS (Dividendo Per Azione):

DPS = Utili distribuiti ÷ Numero di azioni in circolazione

Una volta fatta questa divisione si trova il DPS, si può così passare a calcolare il rendimento che ci spetta:

Dividendo incassato = DPS × Numero di azioni in portafoglio

Ma c’è un terzo indicatore che ogni investitore dovrebbe conoscere: il Dividend Yield (rendimento da dividendo).

Dividend Yield = (DPS ÷ Prezzo corrente dell'azione) × 100

Il dividend yield è l’indicatore chiave per confrontare titoli di settori diversi e valutare l’attrattività relativa di un dividendo. Va però sempre letto insieme alla solidità dell’azienda, alla crescita degli utili e alla sostenibilità del payout nel tempo — un yield molto alto può essere un segnale di rischio, non di opportunità.

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Un veloce esempio sul calcolo dei dividendi azionari

Vediamo nel concreto come si procede al calcolo dei dividendi azioni.

Prendiamo un’azienda X che ha un capitale sociale di €800.000, che è stato ripartito emettendo 200.000 azioni, ciascuna di esse ha un valore nominale di 4 euro e che rientra tra le azioni che pagano dividendi.

Nell’esercizio contabile la nostra azienda è andata molto bene e ha fatto utili del valore di 100.000 euro, visto l’utile elevato la società ha deciso che metà lo reinveste e metà lo paga ai suoi azionisti.

Ne distribuisce così 50.000 euro, a questo punto noi possiamo procedere al calcolo dei dividendi azioni: ossia 50.000 euro ÷ 200.000 azioni = 0,25 euro/azione, il nostro DPS.

Ho creduto molto in questa azienda e così avevo comprato 200 azioni, quanto mi spetta ora di dividendo azionario?

0,25 × 200 = 50 euro di dividendo, corrispondenti a un rendimento percentuale del 6%.

Calcoliamo anche il Dividend Yield: se l’azione quota 4,17 euro, il yield = (0,25 ÷ 4,17) × 100 = 6%.

Quando ottenete il dividendo ricordatevi sempre anche di controllare se questo è in linea con quello pagato dalle altre imprese dello stesso settore, o se ci sono differenze.

Il rendimento dei dividendi azionari aumenta se la società ne aumenta il valore o se il prezzo dell’azione è sceso. Al contempo, scende se la società decide di ridurre la cedola distribuita, o se il prezzo delle azioni sale.

Come i dividendi azioni funzionano e influenzano le azioni

Siccome le azioni che pagano dividendi stanno impiegando i loro profitti, è naturale che il prezzo delle azioni cambia.

Questo prezzo dei titoli infatti scende e di solito scende di importo pari alla cedola pagata.

Sta infatti usando gli utili per remunerare i suoi azionisti.

Qui in basso potete notare come varierebbe lo S&P 500 se le aziende reinvestissero tutti i loro dividendi (la linea in nero) e come invece è con le aziende che pagano dividendi (linea in blu). cosa sono i dividendi azionari

Il prezzo scende ancora di più se, per pagare i dividendi, l’azienda decide di usare le proprie riserve.

Se però l’azienda decide di dare dividendi straordinari, a volte basta solo l’annuncio, allora è invece possibile che il prezzo delle azioni salga.

Non è raro che sul mercato, quando un’azienda paga i dividendi, non solo calano i suoi di prezzi, ma anche quelli dei concorrenti.

Questo perché gli investitori, o cercheranno nuove occasioni di investimento, avendo ricevuto nuova liquidità, o delusi cercheranno altri dividendi più alti o costanti o abbandoneranno il concorrente per investire nella vostra stessa società.

Non solo le società paganti e le concorrenti risentono dei dividendi, ma anche gli indici, il rapporto è diretto: se il prezzo delle azioni cala, anche gli indici è possibile che subiscano una flessione.

Detto questo vediamo quali informazioni su un’azienda ci comunicano i dividendi.

Cosa sono dividendi azionari e perché una società paga i dividendi?

I dividendi ci inviano importanti informazioni sulla società.

Le azioni pagano una cedola azionaria per diversi motivi.

Sia per remunerare gli azionisti che hanno creduto in lei, sia per continuarli a mantenere come tali e in quella posizione.

Un altro motivo per cui un’azienda con azioni ad alto dividendo è per il forte segnale che questa operazione assume, infatti, ribadisce la forza e la stabilità della stessa e la sostenibilità nel tempo.

Immaginate se doveste investire in azioni quali scegliereste?

Sicuramente azioni ad alto dividendo e azioni ad alto rendimento.

Si paga il dividendo azionario anche per attrarre nuovi investitori e per confermare che si è forti.

In questo gioca un importante ruolo sia il pagamento di dividendi straordinari sia l’entità del pagamento dei dividendi ordinari.

Ricordate bene questa cosa: le cedole azionarie non devono essere né troppo alte né troppo basse e devono avere una certa costanza.

Del valore che devono assumere i dividendi c’è un focus all’interno dell’area riservata di scuola.

Vi avevamo detto anche di prestare attenzione ai dividendi pagati dai concorrenti e dall’intero settore dove opera l’azienda: una cedola più bassa può indicare una sofferenza nell’azienda.

Una società che riduce, o peggio, taglia il dividendo per azione senza investire, lo capite anche voi, vuol dire che ha qualche problema.

Molto spesso le società, pur di non inviare tale messaggio, preferiscono tagliare altre cose e salvaguardare il dividendo azionario.

In questo caso voi potete risolvere questo dubbio, se un’azienda sta mandando solo un messaggio falso o no, controllando e verificando anche altri dati dell’analisi fondamentale.

Tassazione dei dividendi in Italia 2026

Speravate ne fossero esenti… e invece no. Il fisco italiano colpisce i dividendi, ed è necessario conoscere le regole per calcolare il rendimento netto reale del vostro investimento.

Aliquota base 26% per le persone fisiche

Per le persone fisiche residenti in Italia che detengono azioni fuori dal regime d’impresa (il classico risparmiatore con un conto titoli), i dividendi sono soggetti a un’imposta sostitutiva del 26%, a prescindere dall’entità della partecipazione — regola introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) che ha uniformato il trattamento fiscale e confermata per il 2026. Il D.L. 38/2026 (in vigore dal 28 marzo 2026 con effetto retroattivo dal 1° gennaio) ha ripristinato le regole previgenti per i soggetti IRES, ma non ha modificato il regime del 26% per i privati.

La ritenuta viene applicata alla fonte dall’intermediario (banca o SIM) al momento dell’accredito del dividendo. Se detieni azioni italiane su un conto in regime amministrato, al momento dell’accredito del dividendo la banca trattiene automaticamente il 26% e ti accredita il netto — non devi calcolare nulla né inserire quei dividendi in dichiarazione dei redditi, salvo casi particolari (regime dichiarativo o partecipazioni in società non quotate).

Esempio pratico: ricevi un dividendo lordo di 50 euro. La banca trattiene 13 euro (26%) e ti accredita 37 euro netti. Il rendimento netto sulla tua posizione va quindi sempre calcolato al netto della tassazione.

Dividendi esteri e doppia tassazione

Quando investi in azioni estere, la situazione si complica perché spesso il Paese di origine applica una ritenuta alla fonte sul dividendo prima che arrivi al tuo conto; poi in Italia si applica la tassazione del 26% secondo le regole interne.

Il meccanismo di credito d’imposta previsto dalle Convenzioni contro le doppie imposizioni può ridurre il peso fiscale complessivo, ma non elimina sempre la doppia tassazione.

Caso pratico — USA: senza accordi fiscali, la ritenuta americana è del 30%. Compilando il modulo W-8BEN (che la maggior parte delle banche italiane gestisce automaticamente), l’aliquota si riduce al 15% grazie alla convenzione tra Italia e USA. Poi in Italia si applica la normale tassazione del 26%, con possibile credito d’imposta per la ritenuta già pagata all’estero.

Regola pratica: quando valuti il dividend yield di un’azione estera, considera sempre la doppia tassazione. Un yield lordo del 4% può diventare significativamente più basso dopo tasse italiane e ritenuta alla fonte del Paese di origine. Consulta sempre la tua banca o un esperto fiscale per verificare il trattamento specifico del singolo titolo.

Quali sono le azioni ad alto dividendo?

Almeno una volta vi sarete chiesti quali sono le azioni ad alto dividendo.

So che volete i nomi di azioni con alti dividendi, ma questo non è l’approccio giusto.

Né tanto meno quello che voglio per voi, sono stato premiato con l’IFTA, una strategia che può essere usata anche dall’investitore più principiante.

Più che “uscirvi” i nomi delle azioni con maggior dividendo preferirei che con il tempo e il giusto studio diventaste in grado di sceglierle in autonomia.

Ma ancora di più di non fermarvi solo a guardare le azioni con dividendi più alti, ma anche capire come inserirle nel vostro portafoglio.

Come sempre con la schiettezza che mi contraddistingue devo amaramente farvi prendere nota del fatto che non si diventa bravi in una notte nè ricchi (a meno che non vinciate alla lotteria, ma anche lì le probabilità non sono dalla vostra).

Come insegniamo in Metaskill, la selezione dei titoli da dividendo è solo una parte del lavoro: la vera differenza la fa la gestione del portafoglio complessivo, con regole chiare di entrata, uscita e dimensionamento della posizione. Se vuoi approfondire questo approccio, la guida Metaskill sulle azioni ad alto dividendo è un buon punto di partenza.

Qual è la differenza tra value e growth investing

Prima di procedere a capire quali potrebbero essere le azioni con dividendi più alti dobbiamo ricordarci che esistono due tipi di modi per investire:

  • value investing;
  • growth investing.

Il value investing è una tecnica di investimento che prevede l’acquisto di titoli al di sotto del loro valore intrinseco.

Si va alla ricerca del valore, si investe così in aziende già mature e solide sul mercato.

Aziende di grandi dimensioni, cresciute con utili stabili, spesso con posizioni dominanti e crescita quasi zero o, se non altro, molta maturata.

Questa azioni che pagano dividendi vengono acquistate “a sconto”, ossia quando ci sono dei ribassi approfittando di piccole e leggere contrazioni.

Il Growth investing prevede, al contrario, di investire su aziende che hanno una piccola capitalizzazione o che ancora non sono molto affermate o riconosciute sul mercato e che potrebbero, sottolineo il condizionale, avere molte possibilità di crescita.

Il growth investing è una tecnica basata sull’apprezzamento del capitale e investe su aziende esplosive, molto piccole che pochi conoscono e vogliono scalare il mercato.

Queste aziende hanno fatturati in crescita spesso del 20% oppure non fanno utili perché reinvestono per acquisire potere di mercato.

Per questo capite che è più difficile, se fate growth investing, trovare azioni con alti dividendi.

Sebbene non sono escluse le eccezioni, anche perché tale tipo di azioni danno e daranno molta più soddisfazione nella loro crescita.

Più l’azienda cresce e trova il favore degli investitori, più il loro valore sale e i nuovi investitori alimentano la domanda.

Chi investe in azioni growth acquista azioni con dividendi più alti così come gli altri multipli sperando che questi continuino a crescere e rimangano azioni alto rendimento.

Come trovare azioni ad alto dividendo

Ma tra growth e value investing qual è il migliore da usare per acquistare azioni ad alto dividendo?

Il segreto è fare propria una strategia e applicarla, specializzandosi e accettando guadagni e perdite naturali per chi investe.

Io preferisco il growth e mi sono appassionato su quello e questo stile è compatibile con il mio stile di vita e le disponibilità.

Ma l’ho fatto solo dopo aver studiato questo mondo, da cose semplici come cosa sono i dividendi azionari agli indicatori e strategie più complesse.

Non escludo che non posso dedicare una parte del mio portafoglio anche al value creando un ibrido tra le due strategie.

Azioni con dividendi più alti, come detto, possono essere trovate sia nell’uno che nell’altra modalità.

Prima di cercare le azioni ad alto rendimento dovete imparare a gestire i rischi seguendo i principi del money management e della propria psicologia.

Quello che molti si scordano di dirvi è che ad azioni ad alto dividendo si collegano anche rischi elevati e di questo ne dovete tener conto.

Dobbiamo imparare a gestire rischio ed emotività, nel mio 10X investing ho strutturato un approccio che prevede sia azioni con dividendi bassi, ma anche prezzi più bassi e potenzialmente volatili.

Ho di nuovo proposto una strategia che segue delle regole di selezione delle aziende, di acquisto e vendita.

Cosa ho fatto poi?

Non ci crederete, quello che consiglio sempre anche a voi di fare, andare in demo e testare.

Cosa è successo selezionando azioni con dividendi più alti e non sul mercato USA e testando questa nuova strategia?

Ecco i risultati.

Come potete vedere è la strategia che fa la differenza, non si può solo impazzire a cercare le azioni con maggior dividendo.

La crescita su un capitale di 10 mila dollari ha dato un profitto di 615 mila dollari, tutto splendido non è vero?

Si ma guardate le percentuali di perdita, sono state pari al 48%, sareste disposti a vedere calare il vostro capitale del 48% dal massimo al minimo?

In 20 anni sono state fatte 288 operazioni corrispondenti a circa 14 operazioni annue, quindi anche se non siete day trader professionisti, ma applicate una strategia attenta ad azioni con maggior dividendo o nessuno, potete lo stesso guadagnare.

Non focalizzatevi sul trovare le azioni che pagano cedole ad alto rendimento: cercate di capire meglio cosa sono i dividendi azionari e perchè l’azienda da voi scelta dovrebbe pagarli. cosa sono i dividendi azionari

 

Selezionate in base alla vostra strategia, operatività, patrimonio, rischi e soprattutto emotività (siamo umani, è normale sentire delle emozioni).

Se io ti dessi i nomi delle azioni alto rendimento, se non conoscete le regole di vendita, acquisto, gestione del capitale, se non sai quando venderle in profitto o quando venderle, se vanno in perdita rischi di perdere i tuoi soldi.

Per questo ti ripeto non è importante avere le azioni con maggiori cedole di oggi, ma capire come gestire e investire anche nel domani.

Se volete valutare capitale e come si fa a vivere di rendita vi consiglio vivamente di leggere qua: come vivere di rendita.

Non tutte le azioni con dividendi più alti sono le migliori

Non tutte le azioni ad alto dividendo sono uguali, ci sono aziende molto promettenti e altre che, anche se promettenti, possono nascondere dei rischi.

Nonostante entrambe offrano azioni con dividendi alti non sono la stessa cosa, ci sono azioni ad alto dividendo e azioni con dividendi più alti, ma meno buoni.

Il dividendo rappresenta la quota degli utili che la società distribuisce agli azionisti, vengono erogati a cadenza periodica, semestrale e trimestrale o annualmente.

Dipende da cosa decide la singola azienda che può erogare anche dividendi in azioni o cedole in contanti, le azioni italiane con alto dividendo preferiscono da sempre questa seconda possibilità.

L’entrata che avrete dipende da quante azioni, che pagano dividendi, avete in portafoglio.

Se, ad esempio, leggete azioni con dividendi da 0,20 centesimi significa che, se avete 100 azioni di quell’azienda, avrete diritto ad avere 20 euro di dividendi.

Non tutte le azioni con maggior dividendo sono buone.

Ci sono aziende che pagano cedole molto alte, ma che continuano a crescere molto poco e per questo fare trading su esse è quasi impossibile.

Vi sono poi aziende che pagano cedole più basse, ma più sostenibili nel tempo o con crescita sul mercato azionario maggiore.

Se rivendeste il titolo, che nel frattempo è salito in quotazione, guadagnereste più che a tenere queste azioni da dividendo.

Le azioni italiane ad alto dividendo

Quali sono le azioni italiane ad alto dividendo nel 2026?

Se avete seguito tutti i passi precedenti e avete le conoscenze necessarie per iniziare ad investire, ecco alcune indicazioni di massima sui settori e titoli storicamente generosi in termini di rendimento sul mercato italiano.

Piazza Affari si conferma nel 2026 regina dei dividendi in Europa: le società quotate distribuiranno circa 46 miliardi di euro, in crescita del 14% rispetto al 2025, con un rendimento medio del listino pari al 4,4% (Fonte: MilanoFinanza, aprile 2026). Per confronto, il BTP decennale rende circa il 3,8%: le cedole azionarie dei migliori titoli sono significativamente più remunerative, a parità di rischio accettato.

I settori più generosi sono finanza e utility. Tra i bancari si segnalano Intesa Sanpaolo (rendimento complessivo 2026 di circa il 9%), BPER (5,2% atteso, con stime fino al 7,2% sui risultati 2026), Unicredit e Banco BPM. Tra le utility: Enel, Eni, Italgas, Snam. Generali distribuirà 1,64 euro per azione per l’esercizio 2025, in aumento del 14,7% anno su anno.

Tra le azioni italiane con alti dividendi, risultati promettenti si aspettano anche da Anima e da BB Tech e Brembo.

Ma tra le azioni italiane con alti dividendi la migliore resta sempre lei: Ferrari, il cavallino rampante performa quasi meglio in borsa che su strada — con un dividendo 2026 di 3,615 euro per azione, tra i più alti in valore assoluto del listino.

Attenzione: i dati sui dividendi cambiano ogni anno e dipendono da bilancio, strategie aziendali e contesto macro. Prima di prendere qualsiasi decisione di investimento basata sui dividendi, verifica sempre i comunicati ufficiali dell’azienda e i dati aggiornati sul sito di Borsa Italiana. Per una guida pratica su come costruire un portafoglio orientato alle cedole, puoi leggere anche come vivere di dividendi su Metaskill.

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Azioni con alti dividendi nel mondo

Le azioni con cedole elevate hanno mostrato resilienza anche nel contesto globale post-pandemia. Dopo le sospensioni del 2020, la maggior parte delle grandi aziende internazionali ha ripristinato e spesso aumentato le proprie distribuzioni.

I titoli internazionali più citati per la generosità delle cedole includono: AbbVie, Philip Morris International, Shell, Procter & Gamble, Novartis, TotalEnergies, Nestlé, Verizon, Pfizer, Johnson & Johnson, JPMorgan Chase, Apple, ExxonMobil, AT&T.

Per approfondire il tema e capire come generare reddito passivo con le azioni che staccano il dividendo, puoi leggere questa guida Metaskill sul reddito passivo da dividendi.

Ricordatevi che quando investite in azioni con alti dividendi — che siano USA, straniere o azioni italiane — dovete tenere conto sempre della tassazione che colpisce anche le azioni a maggior rendimento, come abbiamo visto nel paragrafo dedicato all’aliquota del 26% e alla doppia imposizione.

Cosa sono dividendi azionari? Domande frequenti

Come funziona il dividendo azionario?

Il dividendo azionario è una distribuzione degli utili di una società ai suoi azionisti. Viene pagato per azione (DPS = Dividendo Per Azione), il che significa che gli investitori ricevono un importo proporzionale al numero di azioni possedute. I dividendi possono essere pagati in contanti o sotto forma di azioni aggiuntive (stock dividend). La decisione di pagare un dividendo e il suo importo sono determinati dal consiglio di amministrazione della società, con successiva approvazione dell’assemblea.

Che differenza c’è tra utili e dividendi?

Gli utili sono i profitti netti che una società genera dopo aver sottratto tutte le spese. I dividendi, invece, sono una parte di questi utili che la società decide di distribuire agli azionisti — la percentuale distribuita si chiama payout ratio. Non tutte le società scelgono di pagare dividendi; alcune preferiscono reinvestire gli utili per finanziare la crescita aziendale (retained earnings).

Quanto si guadagna con i dividendi?

Il guadagno derivante dai dividendi dipende dal numero di azioni possedute e dal DPS dichiarato dalla società. Per calcolare il rendimento effettivo usa il Dividend Yield: (DPS ÷ Prezzo corrente) × 100. Ricorda però che sul dividendo lordo si applica una ritenuta del 26% per i titoli italiani (e doppia tassazione per i titoli esteri), quindi il rendimento netto è sempre inferiore al rendimento lordo comunicato dall’azienda.

Quante volte all’anno si pagano i dividendi?

La frequenza dei pagamenti dei dividendi varia a seconda della società. Alcune società pagano dividendi trimestrali (tipico delle società USA), altre semestrali o annuali (più comune in Italia e in Europa). La politica di pagamento dei dividendi è stabilita dal consiglio di amministrazione e comunicata nella declaration date.

Quali azioni italiane danno più dividendi?

Nel 2026, le azioni italiane più generose appartengono ai settori bancario/assicurativo e utility: Intesa Sanpaolo (rendimento ~9%), BPER (5,2%-7,2%), Generali (dividendo 1,64 euro/azione, +14,7% anno su anno), Enel, Eni, Italgas. Ferrari distribuisce 3,615 euro per azione, tra i più alti in valore assoluto. I dati cambiano ogni anno: verifica sempre i comunicati ufficiali o il sito di Borsa Italiana (Fonte: MilanoFinanza, aprile-maggio 2026).

Cosa succede alle azioni dopo il dividendo?

Alla data di stacco (ex-dividend date), il prezzo delle azioni si riduce di un importo approssimativamente equivalente al dividendo pagato. Questo perché il valore del dividendo viene sottratto dal valore patrimoniale della società. Questa riduzione è generalmente temporanea e il prezzo delle azioni può recuperare nel tempo, influenzato da altri fattori di mercato.

Come si calcola il dividend yield?

Il dividend yield (rendimento da dividendo) si calcola così: Dividend Yield = (DPS ÷ Prezzo corrente dell’azione) × 100. Un yield del 4% significa che per ogni 100€ investiti nel titolo al prezzo attuale, ricevi 4€ lordi di dividendo. Ricorda che il yield aumenta quando il prezzo dell’azione scende (non necessariamente un segnale positivo) e si riduce quando il prezzo sale.

Qual è la tassazione dei dividendi in Italia?

Per le persone fisiche non in regime d’impresa, i dividendi sono soggetti a ritenuta del 26% applicata alla fonte dall’intermediario (banca o SIM). Sul netto accreditato non è necessario inserire nulla in dichiarazione dei redditi se si opera in regime amministrato. Il D.L. 38/2026 non ha modificato questa aliquota per i privati. Per i titoli esteri si aggiunge spesso una ritenuta alla fonte del Paese di origine: per i dividendi USA, con il modulo W-8BEN l’aliquota americana si riduce dal 30% al 15% grazie alla convenzione fiscale italo-americana.

Cos’è la ex-dividend date?

La ex-dividend date (data di stacco) è il primo giorno in cui il titolo quota “ex dividendo”, cioè senza il diritto al dividendo appena deliberato. Chi acquista le azioni da questo giorno in poi non riceverà il dividendo, che spetterà al precedente proprietario. Per avere diritto al dividendo è necessario possedere le azioni il giorno prima della ex-dividend date.

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