Challenge prop firm: costi, profit split, regole di drawdown e come superarla senza bruciare la quota

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Vuoi superare la challenge al primo tentativo?

Il Master Trader ti insegna la disciplina che le challenge chiedono.

  • Drawdown controllato
  • Regole rispettate
  • Performance costanti

Nel 2026 le prop firm sono diventate uno degli accessi più cercati al trading professionale: paghi una fee, affronti una challenge, e se passi operi con capitale aziendale fino a 200.000€ o più. Rischi solo la quota di iscrizione — non il tuo conto di trading. Ma la challenge non è semplice: ha regole di drawdown precise, profit target da raggiungere, e un tasso di fallimento che supera il 70% dei partecipanti. Questa guida ti spiega come funziona ogni meccanismo e come costruire un piano per passarla senza bruciare la fee al primo trade sbagliato.

La challenge si perde in un giorno e si vince in settimane. Entra nel Master Trader Part-Time e costruisci l’operatività giusta prima di mettere la fee a rischio.

In sintesi

  • La fee di una challenge prop firm va da circa 50€ (conto da 5K) a oltre 1.000€ (conto da 200K); viene rimborsata al primo prelievo solo se soddisfi condizioni specifiche.
  • Il profit target tipico è tra il 5% e il 10% del capitale simulato; il drawdown massimo consentito è tra il 10% e il 15%.
  • Il drawdown trailing si calcola sull’equity massima raggiunta, non sul saldo iniziale: puoi essere eliminato anche mentre sei in profitto complessivo.
  • Il pass rate reale di una challenge prop firm varia tra il 5% e il 30% a seconda della firma e del modello; un pass rate dichiarato superiore al 70% è un segnale di allarme.
  • Con un conto da 50K e profit split all’80%, su 5.000€ guadagnati tieni 4.000€; il percorso completo — dalla challenge al primo prelievo effettivo — richiede mediamente tra 3 e 6 mesi.

Cos’è una challenge prop firm e come funziona

Una challenge prop firm è un processo di valutazione attraverso cui un trader dimostra di saper gestire il rischio in modo disciplinato. Se la supera, ottiene un conto finanziato — con capitale dell’azienda, non suo — e divide i profitti generati secondo un accordo predefinito. Il trader rischia solo la fee di iscrizione alla challenge, non il proprio capitale.

Il meccanismo si basa su un principio economico preciso: la prop firm guadagna principalmente dalle fee di iscrizione, non dai profitti dei trader. Non significa che il modello sia disonesto — significa che devi capire con chi stai trattando prima di pagare.

Il modello challenge-funded-payout in tre passaggi

Il percorso standard segue tre fasi distinte.

Fase 1 — Challenge: il trader opera su un conto simulato con capitale virtuale (ad esempio 50.000€). Deve raggiungere un profit target (tipicamente il 5-10% del conto) senza violare i limiti di drawdown giornaliero o massimo. La durata è solitamente tra 2 e 4 settimane, ma molte firma non impongono scadenze fisse.

Fase 2 — Verifica (solo nei modelli bifase): stesso meccanismo della fase 1, ma con un profit target più basso (spesso il 5% invece del 10%) e regole di drawdown identiche. Serve a confermare che il risultato della fase 1 non fosse casuale.

Fase 3 — Funded account: il trader opera ancora su conto simulato, ma con accordo contrattuale per il pagamento dei profitti. Il periodo di attesa minimo prima del primo prelievo varia da 14 a 60 giorni a seconda della firma; il percorso completo — dalla challenge al primo prelievo effettivo — richiede mediamente tra 3 e 6 mesi, secondo i dati di settore riportati da track360.io.

Challenge monofase, bifase e instant funding: quale scegliere

Le prop firm offrono tre strutture principali, con compromessi diversi tra costo, difficoltà e profit split.

La challenge monofase richiede una sola fase di valutazione con profit target più alto (spesso 10%), ma permette di passare al funded in meno tempo. Il profit split associato è generalmente più favorevole al trader: 80% o più.

La challenge bifase è il modello più diffuso. Il target è diviso in due fasi (tipicamente 10% + 5%), il che la rende statisticamente più difficile da superare di un monofase con lo stesso target totale — perché devi performare bene due volte consecutive. Il vantaggio è la fee più bassa e, in alcuni modelli, regole di drawdown più permissive.

L’instant funding elimina la fase di valutazione: si paga una quota mensile (intorno ai 300€ per un conto da 25K, come indicato da alcuni operatori del settore) e si accede direttamente al funded account. Il profit split è spesso più basso (70% o meno) e le regole operative possono essere più restrittive. È la scelta di chi vuole operare subito, accettando condizioni meno favorevoli.

💡 Nota: Le informazioni presenti in questo articolo sono a scopo educativo e non costituiscono consulenza finanziaria. Ogni investimento comporta rischi, inclusa la perdita del capitale.

Quanto costa una challenge prop firm: fee, rimborsi e trappole da evitare

Il costo di una challenge prop firm dipende dal capitale del conto simulato che stai richiedendo. La fee copre il “costo di valutazione” per la firma — ed è la principale fonte di ricavo del settore.

Tabella costi per fascia di capitale (da 5K a 200K)

La tabella seguente mostra i range indicativi di mercato nel 2026. I valori esatti variano per firma e per modello (monofase, bifase, instant): usali come riferimento per confrontare le offerte, non come tariffario di una singola azienda.

Capitale simulatoFee indicativa (range di mercato)Profit split tipico
5.000€50€ – 100€60% – 70%
10.000€80€ – 150€70% – 80%
25.000€150€ – 300€70% – 80%
50.000€250€ – 500€75% – 85%
100.000€400€ – 800€80% – 90%
200.000€700€ – 1.200€+80% – 90%

Elaborazione Metaskill su dati di mercato aggregati (thepropfirmguide.it, track360.io), agosto 2026. I valori sono range indicativi e possono variare significativamente tra le diverse prop firm.

La fee non è mai un abbonamento: la paghi una volta per ogni tentativo. Se bruci la challenge, devi pagare di nuovo per riprovarla. Alcune firma offrono sconti sul secondo tentativo — ma è una leva di marketing, non una garanzia di risparmio.

Quando la fee viene rimborsata (e quando no)

La quasi totalità delle prop firm prevede il rimborso della fee al primo prelievo nel funded account. Le condizioni per ottenerlo sono più stringenti di quanto sembri a prima vista.

In genere devi soddisfare tutti questi requisiti contemporaneamente: raggiungere un profitto minimo nel funded account (spesso almeno pari alla fee stessa), aver completato un numero minimo di giorni di trading attivo, e richiederlo esplicitamente — non avviene in automatico.

Le trappole più comuni: alcune firma prevedono un periodo di blocco (“cooling period”) dopo il primo prelievo, durante il quale non puoi richiedere il rimborso. Altre calcolano il rimborso solo se non hai violato nessuna regola durante tutta la fase funded, includendo clausole scritte in piccolo nei termini di servizio. Leggi sempre i termini completi prima di pagare la fee.

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Le regole che devi conoscere prima di iniziare

Le regole della challenge prop firm sono il punto dove la maggior parte dei trader perde la quota. Non perché siano impossibili da rispettare — ma perché vengono lette in fretta e fraintese nei momenti cruciali. Questa sezione le spiega una per una, con le implicazioni operative concrete.

Profit target: quanto devi guadagnare e in quanto tempo

Il profit target è la percentuale di rendimento che devi raggiungere per superare la fase di valutazione. I valori più comuni nel mercato sono il 10% per i modelli standard con split 80/20, il 5% per i modelli entry-level con split 70/30, e il 3% per i modelli “beginner” con split 60/40, secondo i dati riportati da track360.io.

Su un conto da 50.000€ con target al 10%, devi generare 5.000€ di profitto prima di violare qualsiasi regola di drawdown. Non è poco — ma è raggiungibile in 2-4 settimane con un piano di rischio strutturato.

La maggior parte delle firma non impone un limite di tempo per raggiungere il target. Alcune prevedono un minimo di giorni di trading attivo (spesso 5-10 giorni). Non c’è fretta: la pressione del tempo è uno dei motivi principali per cui i trader prendono decisioni sbagliate nella challenge.

Drawdown giornaliero: come si calcola e quando scatta

Il drawdown giornaliero è la perdita massima consentita in un singolo giorno di trading. Quando la raggiungi, il conto viene bloccato per il resto della giornata — o la challenge viene invalidata, a seconda della firma.

Il calcolo tipico: se il conto è a 50.000€ e il limite giornaliero è il 5%, puoi perdere al massimo 2.500€ in un giorno. Superato quel limite, la challenge finisce — indipendentemente da quanti profitti hai accumulato nei giorni precedenti.

Il punto che molti trader sottovalutano: alcune firma calcolano il drawdown giornaliero sul saldo di inizio giornata, non sul saldo iniziale del conto. Se hai portato il conto a 53.000€ e la mattina successiva perdi il 5% di 53.000€ (2.650€), il limite si è alzato rispetto all’inizio. Altre firma usano invece il saldo iniziale fisso come base di calcolo. Verifica quale metodo usa la firma che stai considerando — cambia i numeri in modo significativo.

Drawdown massimo: statico vs trailing, la differenza che cambia tutto

Il drawdown massimo è il limite complessivo di perdita sull’intero conto. È qui che si nasconde il meccanismo più frainteso del settore: la differenza tra drawdown statico e drawdown trailing.

Drawdown statico: il pavimento è fisso dal primo giorno. Con un conto da 100.000€ e drawdown massimo al 10%, il conto viene chiuso se l’equity scende sotto 90.000€ — punto. Questo limite non si muove mai, sia che tu abbia guadagnato sia che tu abbia perso.

Drawdown trailing: il pavimento si muove al rialzo quando l’equity sale. Questo è il meccanismo che sorprende i trader non preparati.

Esempio numerico step-by-step con conto da 100.000€ e trailing del 10%:

  1. Inizio: equity = 100.000€ → pavimento trailing = 90.000€
  2. Dopo alcuni trade positivi: equity sale a 106.000€ → il pavimento si alza a 95.400€ (90% di 106.000€)
  3. Poi arriva una sequenza negativa: l’equity scende da 106.000€ a 95.300€
  4. Risultato: la challenge è terminata — anche se rispetto all’inizio sei ancora in profitto di 5.300€

Con il trailing, non basta non perdere più del 10% rispetto all’inizio. Devi non perdere più del 10% rispetto al tuo massimo equity raggiunto. Nelle fasi di alta volatilità, questo lo rende molto più restrittivo del drawdown statico.

Regole operative: news trading, EA, scalping, holding notturno

Ogni prop firm ha regole operative specifiche che variano sensibilmente tra le diverse firma. Prima di pagare la fee, verifica come si posizionano su questi quattro punti.

Sul news trading: alcune firma vietano di tenere posizioni aperte durante i comunicati macroeconomici ad alto impatto (NFP, decisioni Fed, BCE). Altre lo consentono ma con limiti di dimensione della posizione.

Sugli Expert Advisor e bot: l’uso di EA è consentito da molte firma, ma con limitazioni precise. Sono generalmente vietati gli EA di tipo latency arbitrage, high-frequency o copy trading. Un EA standard di trend-following è solitamente accettato — ma va dichiarato e verificato nei termini.

Sullo scalping: la maggior parte delle firma consente lo scalping, ma alcune impongono un tempo minimo di mantenimento della posizione (es. 2 minuti). Se la tua strategia è intraday ad alta frequenza, questo punto è da verificare prima di tutto il resto.

Sull’holding notturno: molte firma consentono posizioni aperte overnight. Alcune vietano il weekend holding (posizioni aperte dal venerdì sera al lunedì mattina) per il rischio gap. Il funded account ha spesso regole diverse rispetto alla challenge — leggi entrambi i regolamenti.

Il profit split: quanti soldi tieni davvero

Il profit split è la percentuale dei profitti che il trader trattiene dopo aver pagato la “quota” alla prop firm. Il numero sembra semplice, ma nasconde alcune variabili che cambiano l’incasso reale.

Come funziona la divisione profitti nel funded account

Il meccanismo è lineare: ogni volta che richiedi un prelievo, i profitti vengono divisi tra te e la firma secondo la percentuale concordata.

Con uno split 80/20 su un conto da 50.000€: generi 5.000€ di profitti, tieni 4.000€ (80%), la firma trattiene 1.000€ (20%). I range di split più comuni nel mercato vanno dal 60/40 dei modelli entry-level o beginner, al 70/30 dei modelli standard, fino all’80/20 dei modelli premium — con alcune firma che arrivano fino al 90/10 o dichiarano il 100% dopo un certo periodo (fonte: thepropfirmguide.it).

Sulla cifra che incassi, in Italia si applica il regime ordinario di tassazione sui redditi diversi di natura finanziaria. Il 26% è l’aliquota flat tipicamente applicata ai trader retail non professionisti, secondo i dati di track360.io — ma la situazione fiscale individuale può variare: consulta un commercialista per la tua posizione specifica. Per approfondire il trattamento fiscale del trading, leggi la guida sulla tassazione del trading in Italia.

Quando e come si richiede il prelievo

Prima del primo prelievo nel funded account c’è un periodo di attesa obbligatorio. Le firm più comuni fissano questo lock-up tra i 14 e i 30 giorni dall’attivazione del funded account; alcune richiedono fino a 60 giorni. Il percorso completo — dalla challenge al primo prelievo effettivo, incluso il tempo per superare la fase di valutazione — richiede mediamente tra 3 e 6 mesi, secondo i dati di track360.io.

Le modalità di prelievo accettate variano: le più comuni sono bonifico bancario, Wise e criptovalute. I tempi di elaborazione dichiarati dai provider di settore vanno da 1 a 7 giorni lavorativi, ma in pratica possono allungarsi.

Due avvertenze: alcune firma applicano un “profit target minimo” per poter fare richiesta di prelievo (es. almeno 1% del conto). Altre calcolano il prelievo solo sui profitti al netto delle perdite cumulate del periodo — non sui singoli trade positivi. Entrambe le clausole riducono la frequenza con cui puoi effettivamente incassare.

Come superare la challenge senza bruciare la quota

Il pass rate nella fase 1 varia tra il 5% e il 30% a seconda della firma e del modello, secondo le stime di settore disponibili. Chi supera la fase 1 ha circa il 50% di probabilità di passare anche la fase 2. Alla fine, la percentuale di trader che ottiene un funded account e riesce a fare prelievi regolari è molto bassa. Conoscere queste cifre prima di iniziare non serve a scoraggiare — serve a entrare con le aspettative giuste.

Quanti trader passano davvero (e perché la maggior parte fallisce)

I dati di pass rate variano tra le fonti perché si riferiscono a contesti diversi. Alcune stime indicano un pass rate del 5-15% nella fase 1 (we-trading.eu). I dati dichiarati da alcuni operatori parlano invece di 25-30% su modelli standard (track360.io). Un pass rate dichiarato superiore al 70% è considerato un segnale di allarme del settore: in genere indica che le regole sono state modificate post-iscrizione per favorire i passaggi, o che il dato si riferisce a condizioni non rappresentative.

Le cause di fallimento più frequenti non sono tecniche. I trader che bruciano la quota nella prima settimana lo fanno quasi sempre per una di queste ragioni: hanno rischiato troppo per volta, hanno ignorato il limite di drawdown giornaliero durante una sessione volatile, oppure hanno tradato sotto pressione emotiva per recuperare una perdita.

Il piano di rischio giornaliero: formula pratica per non toccare il drawdown

Prima di aprire la challenge, calcola il tuo piano di rischio giornaliero partendo dal basso. Il money management nel trading segue una logica precisa che puoi applicare in quattro passi.

Passo 1 — Calcola la tua perdita massima giornaliera tollerabile: Drawdown giornaliero consentito dalla firma × capitale simulato = perdita massima assoluta. Esempio: 5% × 50.000€ = 2.500€

Passo 2 — Decidi il rischio per singolo trade: La raccomandazione standard per le challenge, secondo le linee guida di rischio del settore, è 0,5%-1% del capitale per trade (fonte: thepropfirmguide.it). Su 50.000€ con rischio 0,5%: ogni trade rischia al massimo 250€.

Passo 3 — Calcola quanti trade puoi aprire prima di raggiungere il limite giornaliero: 2.500€ ÷ 250€ = 10 trade consecutivi in perdita prima di toccare il drawdown giornaliero.

Passo 4 — Imposta una regola di stop giornaliero più conservativa: Non aspettare il limite della firma. Fermati quando hai perso il 60-70% del massimo giornaliero consentito. Con il limite a 2.500€: smetti di tradare se perdi 1.500-1.750€ in una giornata.

Con questo piano su un conto da 50.000€, puoi sostenere 10 trade consecutivi in perdita prima di violare qualsiasi regola di drawdown — e ti fermi prima ancora di arrivarci.

Gli errori più comuni nella prima settimana

La prima settimana è quella con il tasso di fallimento più alto. Tre errori ricorrono in modo quasi sistematico.

Sovra-tradare nelle prime sessioni: la voglia di “entrare subito” porta molti trader ad aprire 4-5 posizioni contemporaneamente nei primi giorni, spesso su strumenti che non conoscono bene. Il risultato è un’esposizione non pianificata che può toccare il drawdown giornaliero in meno di un’ora di mercato aperto.

Ignorare la curva di apprendimento dello strumento: ogni prop firm ha specifiche tecniche diverse (piattaforma, slippage, orari di trading consentiti). I primi 2-3 giorni andrebbero usati per operare con lotti ridotti rispetto al piano, per capire come si comporta la piattaforma nelle condizioni reali della challenge.

Cercare di recuperare le perdite: se una sessione va male e si perde il 2-3% in un giorno, la reazione istintiva è quella di aumentare la size nel pomeriggio per recuperare. Questo comportamento, documentato in modo sistematico dalla letteratura sulla psicologia del trading, è la causa di fallimento più rapida. Una giornata negativa del 2-3% è recuperabile. Una violazione del drawdown giornaliero non lo è.

Psicologia e consistenza: perché il 70% del risultato non è tecnico

La difficoltà tecnica della challenge prop firm è reale — ma non è dove si decide l’esito. La maggior parte dei trader che fallisce la challenge ha già le competenze tecniche per passarla: conosce l’analisi tecnica, usa stop loss, sa leggere un grafico. Quello che manca è la capacità di mantenere il piano operativo invariato per 2-4 settimane consecutive, indipendentemente dall’andamento delle singole sessioni.

La pressione psicologica della challenge ha una caratteristica specifica: hai pagato la fee, e ogni giorno che passa senza raggiungere il target alimenta l’ansia di “fare di più”. Questo è esattamente il momento in cui i trader più competenti iniziano a deviare dal loro sistema — aumentando la size, aprendo trade non previsti dalla strategia, o operando su strumenti fuori dal loro ambito abituale.

Un diario di trading è lo strumento più efficace per contrastare questo pattern: ti costringe a dichiarare ogni trade prima di aprirlo, rendendo consapevoli le deviazioni dal piano. Per capire come il fattore psicologico incide sui risultati operativi, approfondisci la psicologia del trading e il controllo delle emozioni.

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Come scegliere la prop firm giusta per il tuo stile

Non tutte le prop firm sono uguali — e la firma giusta per uno scalper intraday è diversa da quella giusta per uno swing trader. La scelta si fa su due dimensioni separate: compatibilità con la tua strategia e affidabilità finanziaria della firma.

Criteri di selezione: regole compatibili con la tua strategia

Prima di guardare il profit split o la fee, identifica le regole operative che sono non negoziabili per il tuo stile di trading.

Se fai scalping intraday: verifica l’esistenza di un tempo minimo per le posizioni, i costi di spread e commissioni sulla piattaforma, e se sono consentite posizioni durante le news ad alto impatto.

Se fai swing trading: verifica se è consentito il weekend holding, se ci sono restrizioni sugli strumenti (alcune firma vietano le commodities o le crypto), e come viene calcolato il drawdown giornaliero su posizioni tenute overnight.

Se usi strategie automatizzate: verifica nei termini di servizio se gli EA sono esplicitamente consentiti, con quale tipologia (trend-following, mean-reversion, ecc.) e se è richiesta una dichiarazione preventiva all’azienda.

Costruisci una lista corta di 2-3 firma compatibili con questi criteri — poi passa alla valutazione dell’affidabilità.

Come verificare che una prop firm paghi davvero

Il settore delle prop firm non ha una regolamentazione centralizzata in Europa nel 2026. Non esiste un registro ufficiale delle firma certificate — la responsabilità di verifica è completamente del trader. La CONSOB segnala regolarmente operatori non autorizzati nel settore dei servizi finanziari: prima di iscriverti a una firma sconosciuta, vale la pena verificare se il suo nome compare tra quelli monitorati.

Le fonti più utili per la due diligence sono le recensioni su Trustpilot con almeno 6 mesi di storico, i thread su Reddit (r/Forex, r/Daytrading) dove i trader riportano esperienze di prelievo reale, e i profili social della firma dove vengono condivise le proof of payment.

I segnali di allarme documentati dal settore: ritardi nei pagamenti superiori a 30 giorni senza comunicazione proattiva, richieste di documentazione eccessiva per sbloccare un prelievo già approvato, assenza di qualsiasi prova di pagamento pubblica, cambio delle regole dopo l’iscrizione e, come già detto, pass rate dichiarato superiore al 70%.

La regola operativa più prudente per chi si avvicina per la prima volta al settore: inizia con una challenge su un conto di dimensione piccola (5K-25K), supera la challenge, ottieni almeno un prelievo, e solo dopo valuta di aumentare il capitale. Nella scelta della piattaforma operativa, i migliori broker di trading in Italia nel 2026 offrono un confronto utile per distinguere tra intermediari regolamentati e quelli da evitare. La Banca d’Italia pubblica l’elenco degli intermediari vigilati — una risorsa utile per orientarsi nel panorama degli operatori finanziari autorizzati.

Domande frequenti sulla challenge prop firm

Quanti trader passano davvero una challenge prop firm?

Le stime variano in modo significativo tra le fonti. Alcune analisi indicano un pass rate del 5-15% nella fase 1, con circa la metà di chi supera la fase 1 che riesce a passare anche la fase 2 (we-trading.eu). I dati dichiarati dagli operatori di settore parlano di 25-30% sui modelli standard (track360.io). I dati ufficiali delle prop firm non sono pubblici. Un pass rate dichiarato superiore al 70% è considerato un segnale di allarme nel settore, in quanto non compatibile con la distribuzione statistica attesa delle performance di trading.

Qual è la differenza tra drawdown statico e drawdown trailing?

Il drawdown statico si calcola sul saldo iniziale del conto: il limite non si sposta mai. Il drawdown trailing si calcola sull’equity massima raggiunta (inclusi i profitti non ancora prelevati): se il conto cresce, il pavimento si alza. Con il trailing, un trader può essere eliminato anche mentre è in profitto complessivo rispetto all’inizio della challenge — è il meccanismo più frainteso del settore.

Quando viene rimborsata la fee della challenge prop firm?

La quasi totalità delle prop firm rimborsa la fee al primo prelievo di profitti nel funded account, ma solo se sono soddisfatte condizioni specifiche: profitto minimo raggiunto, numero minimo di giorni di trading attivo, e richiesta esplicita del rimborso da parte del trader. Non avviene mai automaticamente. Leggi i termini di servizio della firma specifica prima di iscriverti.

Si può usare un Expert Advisor (EA/bot) per superare la challenge?

Dipende dalla prop firm. Alcune vietano completamente gli EA, altre li consentono con limitazioni precise: nessun high-frequency trading, nessun latency arbitrage, nessun copy trading. Un EA di trend-following standard è solitamente accettato, ma va dichiarato e verificato nei termini di servizio prima dell’iscrizione. Usare un EA vietato porta alla squalifica senza rimborso della fee.

Come si verifica che una prop firm paghi davvero?

Controlla Trustpilot con recensioni degli ultimi 6 mesi, i forum Reddit (r/Forex, r/Daytrading) con esperienze di prelievo reale, e i profili social della firma dove sono condivise proof of payment. Segnali di allarme: ritardi nei pagamenti superiori a 30 giorni, documentazione eccessiva richiesta per sbloccare un prelievo, assenza di prove di pagamento pubbliche, pass rate dichiarato superiore al 70%.

Quanto tempo ci vuole per il primo prelievo nel funded account?

Il periodo di lock-up minimo varia da firma a firma: i range più comuni sono tra 14 e 30 giorni dall’attivazione del funded account, con alcune firma che arrivano fino a 60 giorni. Il percorso completo — dalla challenge al primo prelievo effettivo — richiede mediamente tra 3 e 6 mesi, secondo i dati di track360.io.

È possibile scalare il capitale nel funded account?

Sì: la maggior parte delle prop firm prevede programmi di scaling che aumentano il capitale del funded account al raggiungimento di determinati obiettivi di profitto e consistenza. Le condizioni tipiche richiedono di mantenere un profitto percentuale minimo per un numero di mesi consecutivi (es. 10% per 3 mesi). Il capitale può arrivare a 500.000€ o più nelle firm più strutturate, secondo i dati di track360.io.

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