Inflazione in Italia: a che punto siamo?

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Secondo i dati ISTAT relativi a Novembre 2021, l’inflazione in Italia ha registrato un aumento su base annua pari al 3,8%.

Cresce il PIL, ma cresce anche il tasso d’inflazione in Italia.

Da cosa dipende e quanto persisterà l’aumento dell’inflazione?

L’inflazione in Italia: continuerà a crescere?

Non è ormai così lontano dalla realtà aspettarsi che l’inflazione in Italia continuerà a crescere. Va detto, comunque, che il fenomeno non è solamente italiano: l’inflazione è il leitmotiv, l’argomento che ci lega al resto del mondo.

Sta correndo negli USA, ma è molto potente anche l’inflazione nell’area Euro, a dicembre abbiamo toccato ilv alore del 5%, mai un simile dato dal 1997.

Si tratta di un fenomeno generalizzato.

L’attuale inflazione in Italia, misurata sulla base del NIC, ossia l’indice Nazionale dei prezzi al consumo per l’intera Collettività, ha continuato la sua crescita di uno 0,7% nell’ultimo mese.

Una crescita, quella inflazionistica, che, come detto, si accompagna anche a una crescita in termini di PIL.

Se l’inflazione è un problema per i nostri risparmi, perché in sostanza è come se oggi ci trovassimo in negativo senza aver nemmeno investito, non bisogna però allarmarsi troppo, bensì agire per cercare la giusta soluzione.

L’inflazione annua in Italia per il 2022 è prevista intorno all’1,9%. Insomma vicina ai valori cui aspirano le Banche Centrali.

Uno dei dati più interessanti però è l’inflazione “percepita”.

Inflazione in Italia: quella reale e quella percepita

Secondo un recente sondaggio de Il Sole 24 Ore, realizzato da Noto Sondaggi, l’inflazione percepita dagli italiani è pari al 5%, mentre l’inflazione reale in Italia a novembre è stata del 3,8% per fine anno abbiamo un valore finale di 3,9%.

Per chi non segue molto tali fenomeni, ciò che è interessante rilevare è che, rispetto al passato, la differenza tra inflazione percepita e quella reale non è poi così estrema.

Storicamente, invece, l’inflazione percepita e l’inflazione reale distanziavano tra di loro anche di 6 o 7 punti percentuali.

Siamo forse diventati più consapevoli?

La crescita dei consumi impone la crescita dell’inflazione; in un’economia in buona salute questo è un dato normale.

I prezzi sono cresciuti e ce ne siamo accorti. Se anche le cause di tale aumento possono a volte non essere chiare, ciò che è cristallino è il rincaro dei prezzi.

Tali aumenti dei prezzi sono sia percepiti che reali. Per alcuni settori, e considerati i fenomeni in atto, la crescita proseguirà anche per parte del 2022.

Qual è l’andamento dell’inflazione in Italia oggi e qual è stato in passato?

Andando ad indagare l’attuale fenomeno dell’inflazione in Italia, ci accorgiamo come i rincari dei prezzi riguardino in misura più rilevante alcuni settori specifici.

Innanzitutto, ci riferiamo al comparto energetico: il caro bollette è evidente e sotto il naso di tutti. I beni energetici sono passati dal +24,9% di ottobre al +30,7% di novembre.

Un’accelerazione che dai dati ISTAT ha colpito anche i prodotti alimentari lavorati che passano dall’1% all’1,7%.

In generale, comunque, tutti gli indici stanno crescendo a partire da aprile 2021 e a novembre hanno toccato un picco che non si vedeva dal 2012.

Qui in basso vi riportiamo lo storico dell’inflazione in Italia e i dati fino al 2001.

Come potete vedere dall’immagine di inflation.eu, il CPI (l’indice dei prezzi al consumo) viene confrontato con il CPI dell’anno precedente: il rapporto per quest’anno è negativo, chiaro sintomo del rincaro attuale. Tasso di inflazione in Italia

Qui, invece, vi riportiamo i dati esaustivi sul tasso di inflazione medio nel tempo, da oggi fino al 2002.

L'inflazione in Italia

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E l’inflazione nell’area Euro?

La crescita dell’inflazione nell’area Euro, d’altronde come l’inflazione in Italia, è il risultato scatenato dalla pandemia e dalle diverse risposte e azioni messe in campo dai vari governi nazionali.

L’aumento della moneta circolante, lo stop forzato ai consumi e una sua ripresa oltremodo repentina, nonché dinamiche anche più profonde per quanto attiene al settore energetico, hanno determinato l’infiammarsi del fenomeno inflattivo.

L’inflazione ha toccato un nuovo picco, portandosi a casa un record storico: si tratta del dato più alto registrato da quando esiste la moneta unica. L’inflazione annua per Ottobre 2021 è stata pari addirittura al 4%.

Quello che è quasi certo, è che il fenomeno potrebbe anche diventare strutturale e che quindi dovremmo presto o tardi abituarci a tale impennata. Insomma, dobbiamo iniziare a farci i conti.

Sebbene per ora non bisogna allarmarsi troppo, bisogna comprendere come riprogrammare i propri consumi alla luce dei rincari e un po’ confidare nella crescita del nostro Paese, che ci auguriamo continui anche per il 2022.

Poi, per non perdere in potere di acquisto, l’unica alternativa è quella di iniziare a investire in maniera consapevole; ma su questo, se ci seguite, sono certo non avrete molti dubbi.

Vi lasciamo due approfondimenti per capire ancor meglio come combattere l’inflazione:

In conclusione, strutturando un portafoglio di investimento equilibrato e basato sui propri obiettivi finanziari, l’inflazione farà meno paura.

Alessandro Moretti

 

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