In Italia ci sono oltre 50.000 consulenti finanziari iscritti all’Albo OCF, ma meno di 4.000 operano come indipendenti fee-only: è la nicchia con le migliori prospettive di crescita nel settore, e l’iscrizione all’Albo è il primo passo obbligatorio per entrarci.
A differenza di altri consulenti legati a banche o società finanziarie, opera senza conflitti di interesse, poiché non percepisce commissioni su prodotti venduti. Si tratta di una figura sempre più richiesta per via della necessità crescente di una gestione efficace degli investimenti:
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In sintesi
- Per iscriversi all’Albo OCF servono: superare l’esame (60 quesiti in 85 min, punteggio minimo 80/100), RC professionale con massimale minimo 1M€/sinistro, e una quota una tantum di circa 530€ + 515€/anno di contributo.
- Il budget minimo realistico per avviare l’attività è 10.000–15.000€, più una riserva personale di 15.000–30.000€ per i primi 12–18 mesi senza reddito stabile.
- Con 40–60 clienti a regime e una flat fee media di 1.500–2.000€/anno, il fatturato annuo si colloca tra 60.000 e 120.000€ — ma ci vogliono 2–3 anni per arrivarci.
Introduzione alla professione di consulente finanziario
La professione di consulente finanziario sta guadagnando sempre più attenzione in Italia, sia per la crescente complessità del mercato finanziario sia per l’importanza della pianificazione finanziaria. Essere un consulente finanziario significa non solo avere conoscenze tecniche, ma anche possedere abilità relazionali e una forte etica professionale. La consulenza finanziaria non è semplicemente vendere prodotti finanziari, ma è un processo di ascolto, comprensione e guida dei clienti verso le migliori scelte per il loro futuro economico.
Un professionista in questo ruolo deve saper analizzare la situazione patrimoniale del cliente, definire obiettivi finanziari chiari e personalizzati e sviluppare strategie efficaci per raggiungerli. Questa professione richiede una formazione continua e un aggiornamento costante, poiché il panorama normativo e dei mercati è in continua evoluzione.
Formazione e certificazioni
Per intraprendere una carriera come consulente finanziario, acquisisci le giuste competenze e certificazioni prima di muoverti sul mercato. In Italia, l’iscrizione all’albo dei consulenti finanziari è un passo cruciale. Questo processo richiede un esame di abilitazione e la dimostrazione di competenze in ambito finanziario. Le certificazioni riconosciute, come il CFP (Certified Financial Planner), aggiungono valore al profilo professionale e aumentano la credibilità nel settore.

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Come funziona l’esame OCF nel 2026
Prima di pensare ai costi e alla carriera, è utile capire cosa si affronta concretamente nell’esame di abilitazione. L’esame OCF (Organismo di vigilanza e tenuta dell’Albo unico dei Consulenti Finanziari) è strutturato così:
- 60 quesiti a risposta multipla da completare in 85 minuti
- Punteggio minimo per superarlo: 80/100 (40 quesiti da 2 punti, 20 quesiti da 1 punto)
- 10 appelli distribuiti in 5 sessioni (febbraio–dicembre 2026)
- Modalità telematica a distanza: l’esame si svolge da casa con monitoraggio via webcam
- Materie chiave: Matematica finanziaria e mercati (19 quesiti), Diritto del mercato finanziario (24 quesiti), Diritto tributario (6 quesiti), Diritto privato e commerciale (5 quesiti), Previdenza e assicurazioni (6 quesiti)
La preparazione richiede in media 4–6 mesi di studio strutturato. I candidati che si presentano con una formazione specifica sull’esame OCF hanno un tasso di successo significativamente superiore rispetto a chi si prepara in autonomia.
Consulente fuorisede vs. indipendente
La distinzione tra consulente fuorisede e consulente indipendente è fondamentale per chi desidera intraprendere questa carriera. Un consulente fuorisede lavora per una banca o un’istituzione finanziaria e promuove i prodotti di quella specifica azienda. Questo modello di lavoro può portare a conflitti di interesse, poiché il consulente è incentivato a vendere determinati prodotti piuttosto che a fornire una consulenza imparziale.
Al contrario, un professionista indipendente è libero di scegliere i prodotti e i servizi più adatti alle esigenze dei propri clienti. Questa libertà consente di fornire una consulenza più trasparente e personalizzata, rispondendo esclusivamente agli interessi del cliente. Tuttavia, diventare indipendenti richiede una maggiore responsabilità, poiché si deve gestire autonomamente la propria attività e costruire una clientela.
Vantaggi e svantaggi
- Consulente Fuorisede: Stabilità lavorativa, formazione interna, ma potenziale conflitto di interesse.
- Consulente Indipendente: Maggiore libertà e trasparenza, ma responsabilità nella gestione dell’attività e necessità di attrarre clienti.
Consulente autonomo vs. SCF: quale forma scegliere?
Una scelta spesso sottovalutata è quella tra operare come persona fisica autonoma o costituire (o entrare in) una Società di Consulenza Finanziaria (SCF). Le differenze principali:
- Consulente persona fisica: quota annua OCF ~515€, avvio più semplice, ideale per chi parte da zero o ha una clientela inizialmente contenuta
- SCF: contributo OCF annuo di 3.240€, struttura più complessa da gestire, ma consente di costruire un brand aziendale e scalare più facilmente il business con più consulenti sotto lo stesso ombrello
In generale, la forma SCF inizia ad avere senso quando si supera una certa massa critica di clienti o quando più consulenti decidono di aggregarsi per condividere costi operativi e struttura commerciale.
Assicurazione professionale e iscrizione all’Albo
Un aspetto centrale per chi desidera diventare consulente finanziario è la necessità di stipulare un’assicurazione professionale. Questa polizza copre eventuali danni causati nell’esercizio della professione. La responsabilità civile professionale è richiesta dalla normativa e serve a proteggere sia il consulente che i clienti da possibili controversie.
La polizza RC professionale deve coprire almeno 1.000.000€ per singolo sinistro e 1.500.000€ annui complessivi, come previsto dalla normativa. Il costo medio si colloca tra i 600 e i 1.200€/anno a seconda del massimale scelto e del provider assicurativo. La polizza è integralmente deducibile come costo professionale, il che riduce l’impatto fiscale effettivo.
L’iscrizione all’albo OCF dei consulenti finanziari è un passaggio obbligatorio. I costi aggiornati al 2026 sono:
- Quota di iscrizione (una tantum): 530€ nella versione standard, oppure 371,95€ nella quota agevolata (prevista per alcune categorie — verifica i requisiti attuali sul sito OCF ufficiale prima di presentare domanda)
- Contributo annuo: 515€/anno per il consulente autonomo persona fisica (CFA)
Nota aggiornata 2026: la quota agevolata under 30 al 50% (257€) era disponibile per le iscrizioni completate entro la prima parte del 2025 ed è decaduta nel settembre 2025. Per le iscrizioni successive, verificare sul portale OCF se sono attive nuove agevolazioni per giovani professionisti.
Costi associati
Oltre alla polizza assicurativa e alla quota di iscrizione, ci sono altri costi operativi da considerare. Tra questi, il costo di un commercialista, le spese per software di gestione e reportistica, e le spese di marketing. Pianifica questi costi nel budget iniziale per evitare sorprese e garantire un avvio fluido dell’attività.
Costi operativi: cosa considerare
Quando si avvia una carriera come consulente finanziario, considera tutti i costi operativi che si dovranno affrontare. Oltre alla polizza assicurativa e alla quota di iscrizione all’albo, ci sono diverse spese che possono influenzare il budget iniziale.
Spese da tenere in considerazione
- Commercialista: Gestione fiscale e contabile, può costare dai 500 ai 1.000 euro all’anno.
- Software di Gestione: Strumenti per la reportistica e l’analisi dei portafogli, con costi variabili da 3.000 a 4.000 euro annuali.
- Marketing e Branding: Creare un sito web e promuovere la propria attività può richiedere un investimento iniziale significativo.
- Formazione Continua: Investire in corsi e aggiornamenti professionali è necessario per rimanere competitivi nel settore.
Costi di avvio e budgeting
Quando si avvia un’attività come consulente finanziario, comprendi i costi iniziali e pianifica un budget adeguato. Questi costi possono variare notevolmente a seconda della scelta tra consulente indipendente o promotore bancario.
Tabella costi di avvio: stima realistica 2026
Il budget minimo realistico per avviare l’attività si colloca tra i 10.000 e i 15.000€, considerando anche una riserva di liquidità personale per reggere i primi 12–18 mesi prima che i ricavi si stabilizzino. (Fonte: stime aggregate da dati OCF, Athena SCF e operatori di settore, 2026)
| Voce di costo | Range annuo | Note |
|---|---|---|
| Iscrizione OCF (una tantum) | 371,95€ – 530€ | Quota agevolata o standard; verifica bando OCF vigente su organismocf.it |
| Contributo annuo Albo | ~515€/anno | Per consulente autonomo persona fisica (CFA); 3.240€/anno per SCF |
| RC professionale | 600€ – 1.200€/anno | Massimale minimo 1M€/sinistro, 1,5M€ annui; deducibile fiscalmente |
| Commercialista | 500€ – 1.000€/anno | Varia in base al regime fiscale (forfettario vs ordinario) |
| Software CRM / gestione portafogli | 3.000€ – 4.000€/anno | Licenze per reportistica, analisi e gestione clienti |
| Marketing e sito web | 1.000€ – 3.000€ | Brand, sito, campagne ADS iniziali |
Strategie di budgeting
Crea una lista dettagliata dei costi e prevedi eventuali spese impreviste per evitare sorprese nel processo di avvio dell’attività. Un aspetto spesso sottovalutato è la riserva di liquidità personale: si consiglia di avere a disposizione almeno 15.000–30.000€ per coprire le spese personali nei primi 12–18 mesi, quando il portafoglio clienti è ancora in costruzione.
Modelli di parcella e quanto si guadagna
L’articolo finora ha trattato soprattutto i costi. Ma quanto può guadagnare un consulente finanziario indipendente? Esistono tre modelli principali di parcella:
- Flat fee annua: tra 1.500 e 3.000€ per cliente per anno, per una pianificazione finanziaria completa. È il modello più prevedibile e stabile per il professionista.
- Percentuale sul patrimonio gestito: in media 0,7–1% del patrimonio in consulenza (la media italiana si attesta intorno allo 0,97%). Su un patrimonio medio di 250.000€ per cliente, equivale a circa 2.425€/anno per cliente.
- Parcella oraria: 100–150€/ora, indicata per consulenze una-tantum o clienti con esigenze specifiche e circoscritte.
Due scenari concreti per capire la scalabilità del business:
| Scenario | Numero clienti | Fee media/cliente | Fatturato annuo |
|---|---|---|---|
| Avvio (anno 1–2) | 20–30 clienti | 1.500€/anno | 30.000€ – 45.000€ |
| Regime (anno 3–5) | 60–80 clienti | 2.000€/anno | 120.000€ – 160.000€ |
I margini reali dipendono dal modello scelto, dalla nicchia di clientela e dall’efficienza operativa (quanti clienti riesci a seguire mantenendo alta la qualità della consulenza).
Percorso tipico: 24 mesi per avviare l’attività
Per chi parte da zero, ecco una timeline realistica di avvio dell’attività come consulente finanziario indipendente:
- Mesi 0–3: Preparazione all’esame OCF + stesura del business plan. Definire target di clientela, modello di parcella e posizionamento.
- Mesi 3–6: Sostenere l’esame, completare l’iscrizione all’Albo, stipulare la RC professionale, aprire la partita IVA e il conto professionale.
- Mesi 6–12: Primi 10–20 clienti, spesso provenienti dalla rete personale (familiari, colleghi, ex-clienti). Fatturato “seed” per coprire i costi fissi. Affinare il processo di onboarding e la reportistica.
- Mesi 12–24: Definizione di una nicchia specifica (medici, imprenditori, expat, FIRE, PMI), avvio di marketing strutturato (contenuti, webinar, partnership). Obiettivo: 40–60 clienti stabili con fee ricorrente.
Il master in consulenza finanziaria indipendente può comprimere significativamente questa timeline, offrendo preparazione specifica all’esame OCF, moduli sull’acquisizione clienti e supporto nella fase operativa iniziale.
Requisiti pratici oltre la normativa
Oltre ai requisiti normativi (superare l’esame, iscriversi all’Albo, avere la RC professionale), chi vuole avere successo come consulente indipendente deve considerare anche questi elementi concreti:
- Riserva di liquidità personale: almeno 15.000–30.000€ per reggere 12–18 mesi senza reddito stabile nella fase di avvio.
- Competenze commerciali: saper vendere la propria parcella, gestire obiezioni tipiche (“ho già la banca”, “costa troppo”), spiegare il valore dell’indipendenza in modo chiaro.
- Niche positioning: scegliere un target specifico (FIRE, PMI, professionisti sanitari, neo-ricchi da liquidità, expat) è ciò che distingue i consulenti che crescono rapidamente da chi rimane generico e fatica ad acquisire clienti.
- Presenza digitale: nel 2026 un sito professionale, una presenza LinkedIn e contenuti educativi (anche semplici) sono praticamente indispensabili per farsi trovare da clienti qualificati.
La relazione di attività: un passaggio fondamentale
Un altro aspetto cruciale del processo di iscrizione all’albo è la redazione della relazione di attività. Questo documento deve descrivere in dettaglio le attività che si intendono svolgere e le modalità operative. È una formalità necessaria, ma può risultare intimidatoria per chi si approccia per la prima volta alla professione.
Affronta questo compito con metodo, poiché la relazione di attività è un’opportunità per chiarire le proprie intenzioni e stabilire un piano d’azione. Se si decide di lavorare con una società di consulenza, come la io investo SCF, questo passaggio può essere semplificato, poiché la società può fornire supporto nella redazione del documento.
Consigli pratici per la redazione
- Essere Chiari e Concisi: Spiegare in modo semplice e diretto quali servizi si intende offrire.
- Dettagliare le Procedure: Descrivere le modalità di interazione con i clienti e le strategie di investimento.
- Richiedere Supporto: Non esitare a chiedere aiuto a professionisti o colleghi più esperti se necessario.
Per approfondire ulteriormente il tema, puoi leggere articoli pertinenti, come Professione Consulente Finanziario Indipendente: Vantaggi e Sfide e Requisiti per Diventare Consulente Finanziario Indipendente.

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L’importanza della professionalità
La professionalità è un pilastro nella carriera di un consulente finanziario. Non si tratta solo di possedere competenze tecniche, ma anche di mantenere un comportamento etico e responsabile. La fiducia dei clienti si costruisce attraverso la trasparenza, la competenza e l’integrità.
Essere professionali significa anche essere preparati a rispondere alle esigenze dei clienti, fornendo consulenze personalizzate e adeguate alle loro specifiche situazioni finanziarie. Ogni cliente ha esigenze uniche e il professionista deve saper ascoltare e adattare le proprie strategie di conseguenza.
Regolamentazione e obblighi professionali
La regolamentazione del settore sottolinea l’importanza della professionalità. L’iscrizione all’albo dei consulenti finanziari non è solo un requisito burocratico, ma un segno di adesione a standard elevati di competenza e comportamento. I consulenti devono seguire linee guida specifiche e rispettare normative che garantiscono la protezione dei clienti.
- Etica Professionale: Rispettare i principi etici è necessario per mantenere la fiducia dei clienti.
- Formazione Continua: Rimanere aggiornati sulle ultime normative e tendenze di mercato è necessario per offrire un servizio di qualità.
- Responsabilità Legale: I consulenti devono essere consapevoli delle loro responsabilità legali e delle implicazioni delle loro raccomandazioni.
Errori tipici dei neo-indipendenti (e come evitarli)
Chi inizia la carriera come consulente finanziario indipendente commette spesso gli stessi errori. Conoscerli in anticipo è già metà del lavoro:
- Sottovalutare i costi fissi: tra OCF, RC professionale, software e commercialista, si spendono facilmente 6.000–8.000€/anno ancora prima di acquisire il primo cliente. Pianifica sempre con un buffer.
- Non specializzarsi su un target: cercare di servire “tutti” porta a non riuscire a differenziarsi da nessuno. Una nicchia chiara (es. professionisti sanitari, imprenditori del manifatturiero, famiglie con patrimoni tra 200k e 1M€) accelera il passaparola e la reputazione.
- Copiare il modello banca: proporre prodotti invece di consulenza, usare il gergo burocratico delle istituzioni, non saper spiegare chiaramente il valore della parcella. Il vantaggio competitivo dell’indipendente è la trasparenza — usarla davvero.
- Non investire abbastanza in marketing: molti neo-consulenti pensano che il passaparola basti. Nel primo anno sì, ma per crescere oltre i 30–40 clienti serve una strategia strutturata (LinkedIn, contenuti, webinar, partnership con commercialisti o avvocati).
KPI da monitorare nel primo anno
Per capire se la propria attività sta andando nella direzione giusta, monitora queste metriche chiave fin dal primo trimestre:
- Numero di contatti mensili: quante nuove persone entrano nel tuo funnel ogni mese (richieste info, referral, contatti LinkedIn)?
- Tasso di conversione primo incontro → cliente: mediamente un buon consulente converte il 30–50% dei colloqui iniziali. Se sei sotto il 20%, c’è un problema nel processo di presentazione del servizio.
- Fee media per cliente: monitora se stai crescendo su questo numero. Un portafoglio da 40 clienti a 2.000€ è meglio di 60 clienti a 800€ per sostenibilità e qualità del lavoro.
- Patrimonio medio in consulenza per cliente: indicatore della qualità del target che stai attraendo. Crescere su questo numero è spesso più efficiente che aumentare il numero di clienti.
Il nostro master: formazione di qualità
Il master offerto dalla nostra scuola è progettato per fornire una formazione completa e pratica per aspiranti consulenti finanziari. Non si tratta solo di teoria, ma di un percorso formativo che integra competenze pratiche e strategiche.
Durante il master, gli studenti apprendono non solo le basi della consulenza finanziaria, ma anche le tecniche per attrarre e mantenere i clienti. I partecipanti vengono preparati a superare l’esame di abilitazione con un alto tasso di successo, grazie a metodologie didattiche collaudate e all’esperienza diretta di professionisti del settore.
Contenuti del master
- Teoria Finanziaria: Fondamenti della pianificazione finanziaria, analisi dei mercati e gestione del rischio.
- Competenze Commerciali: Tecniche di vendita e marketing per attrarre nuovi clienti.
- Formazione Pratica: Simulazioni di consulenza e casi studio reali per applicare le conoscenze apprese.
Inoltre, il master include un supporto continuo anche dopo il termine del corso, garantendo che gli studenti possano affrontare le sfide del mondo reale con sicurezza e competenza. I partecipanti hanno accesso a una rete di professionisti e opportunità di networking che possono rivelarsi preziose nel corso della loro carriera.
Vantaggi dell’indipendenza nella consulenza
Essere un consulente finanziario indipendente offre numerosi vantaggi, sia dal punto di vista professionale che personale. La libertà di operare senza conflitti di interesse consente di fornire servizi personalizzati e di alta qualità.
Libertà e flessibilità
- Scelta dei Prodotti: Hai la libertà di scegliere i migliori prodotti per i tuoi clienti senza pressioni da parte di istituti finanziari.
- Gestione del Tempo: Puoi organizzare il tuo lavoro in base alle tue esigenze e a quelle dei tuoi clienti, migliorando l’equilibrio tra vita privata e professionale.
- Costruzione di un Brand Personale: Essere indipendenti ti permette di costruire un marchio personale forte, che può attrarre più clienti e opportunità.
Inoltre, l’indipendenza consente di adattare le strategie di consulenza alle specifiche esigenze dei clienti, creando soluzioni su misura che possono portare a risultati migliori e a una maggiore soddisfazione del cliente.

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Differenze tra consulenti indipendenti e promotori bancari
La scelta tra diventare un consulente finanziario indipendente o un promotore bancario è cruciale per la carriera di chi desidera intraprendere questa professione. Queste due figure, pur avendo alcune similitudini, operano in contesti molto diversi.
Consulenti indipendenti
I consulenti finanziari indipendenti lavorano in modo autonomo, offrendo ai clienti una consulenza personalizzata senza conflitti di interesse. Questa indipendenza consente loro di selezionare i prodotti e le strategie più adatte alle esigenze del cliente, garantendo una maggiore trasparenza e fiducia.
Promotori bancari
I promotori bancari, al contrario, sono legati a istituzioni finanziarie specifiche e tendono a promuovere i prodotti e servizi di quelle stesse banche. Questo modello può portare a conflitti di interesse, in quanto il promotore è incentivato a vendere prodotti che potrebbero non essere i più adatti per il cliente.
Vantaggi e svantaggi a confronto
| Aspetto | Consulente Indipendente | Promotore Bancario |
|---|---|---|
| Conflitto di interesse | Assente (nessuna commissione su prodotti) | Presente (incentivato a vendere prodotti della banca) |
| Libertà di scelta prodotti | Totale | Limitata al catalogo della banca |
| Stabilità del reddito | Variabile, dipende dalla clientela acquisita | Più stabile, specie nelle fasi iniziali |
| Potenziale di guadagno | Alto (non c’è tetto alle parcelle) | Limitato dalla struttura retributiva aziendale |
| Responsabilità gestione attività | Piena autonomia | Supporto dall’istituzione |
Preparazione all’esame per l’iscrizione all’albo
Superare l’esame per l’iscrizione all’albo è un passaggio obbligatorio per diventare consulente finanziario. La preparazione adeguata fa la differenza tra superarlo al primo tentativo o dover aspettare il successivo appello.
Strategie di studio
- Creare un Piano di Studio: Organizzare il tempo di studio in modo da coprire tutti gli argomenti richiesti dall’esame.
- Utilizzare Risorse Adeguate: Approfittare di corsi online, libri e materiali di studio specifici per l’esame.
- Simulazioni di Esame: Partecipare a test di simulazione aiuta a familiarizzare con il formato dell’esame (60 domande in 85 minuti da casa) e a gestire i tempi.
Come insegniamo in Metaskill, la preparazione strutturata all’esame OCF — con simulazioni su banca dati ufficiale e focus sulle 5 aree tematiche — è il fattore che distingue chi supera l’esame al primo appello da chi ci riprova due o tre volte.

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FAQ: Domande frequenti sull’iscrizione all’Albo
Ecco alcune delle domande più comuni riguardanti il processo di iscrizione all’albo dei consulenti finanziari.
Quali sono i requisiti per l’iscrizione all’albo?
È necessario superare un esame di abilitazione (60 quesiti in 85 minuti, punteggio minimo 80/100), avere un’assicurazione professionale RC con massimale almeno 1M€/sinistro e 1,5M€ annui, e presentare la documentazione richiesta inclusa la relazione di attività.
Quanto costa iscriversi all’albo OCF nel 2026?
La quota di iscrizione (una tantum) è di circa 530€ nella versione standard, oppure 371,95€ nella quota agevolata per alcune categorie (verifica i requisiti aggiornati sul portale ufficiale OCF). A questo si aggiunge il contributo annuo di 515€ per il consulente autonomo persona fisica (CFA). Per le SCF (Società di Consulenza Finanziaria) il contributo annuo è di 3.240€. (Fonte: Athena SCF / OCF, 2026)
Quali sono i vantaggi dell’iscrizione all’albo?
L’iscrizione all’albo garantisce maggiore credibilità e professionalità, oltre a fornire accesso a risorse e opportunità di networking nel settore. Soprattutto, permette di operare legalmente come consulente indipendente, senza i vincoli e i conflitti di interesse tipici dei promotori bancari.
Come posso prepararmi all’esame di abilitazione?
Segui corsi di preparazione specifici per l’esame OCF, utilizza materiali di studio aggiornati ai bandi 2026 e partecipa a simulazioni d’esame per familiarizzare con il formato (60 domande in 85 minuti, modalità telematica da casa). I candidati che si preparano con un corso strutturato hanno tassi di successo significativamente più alti rispetto a chi studia in autonomia.
Quanto guadagna un consulente finanziario indipendente?
Dipende dal modello di parcella e dalla clientela acquisita. Con una flat fee media di 1.500–2.000€/anno per cliente, un portafoglio di 40 clienti genera 60.000–80.000€ di fatturato, mentre con 80 clienti si arriva a 120.000–160.000€. Con la parcella a percentuale (0,7–1% sul patrimonio), la variabile chiave è il patrimonio medio dei clienti seguiti.
Qual è la differenza tra consulente autonomo e SCF?
Il consulente autonomo persona fisica (CFA) paga un contributo annuo OCF di 515€ e gestisce l’attività in proprio — è la forma più semplice per iniziare. Una Società di Consulenza Finanziaria (SCF) paga invece 3.240€/anno di contributo OCF, ha una struttura più complessa, ma permette di scalare il business con più professionisti sotto lo stesso brand.
Per ulteriori informazioni sulla consulenza finanziaria e su come diventare un consulente indipendente, puoi consultare i seguenti articoli:







