Negli ultimi dieci anni il fattore momentum ha generato extra-rendimenti documentati e replicabili: l’iShares Edge MSCI World Momentum Factor UCITS ETF ha reso il +38,05% nel 2024 e il +90,75% negli ultimi cinque anni (dati JustETF, maggio 2026), sovraperformando in modo netto l’azionario globale nel lungo periodo — pur con anni di marcata sottoperformance come il 2025, quando si è fermato al +7,20% contro il +21,60% dell’MSCI World.
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In questo articolo analizziamo un ETF momentum che ha dimostrato performance storiche significative rispetto al mercato azionario globale, quando conviene inserirlo in portafoglio e quali rischi specifici porta con sé.
- L’ETF momentum iShares MSCI World Momentum ha reso +38,05% nel 2024, ma solo +7,20% nel 2025 — la ciclicità è il suo tratto distintivo.
- Nel lungo periodo (30+ anni) il fattore momentum genera circa 2-3% di extra-rendimento annuo rispetto all’azionario globale, con volatilità solo marginalmente superiore.
- La strategia ottimale è allocazione satellite (10-20% del capitale azionario) con orizzonte minimo 10-15 anni e diversificazione fattoriale per attenuare la ciclicità.
Cosa sono gli ETF e perché utilizzarli?
Gli ETF, o Exchange Traded Funds, sono strumenti finanziari sempre più popolari nel mondo degli investimenti. Ma cosa sono esattamente? E perché dovrebbero interessare chi desidera investire in modo efficace?
Definizione di ETF e loro funzionamento
Un ETF è un fondo che replica l’andamento di un indice di mercato. Questo significa che, investendo in un ETF, si possiede una piccola parte di un ampio portafoglio di titoli.
Ad esempio, un ETF che segue l’indice S&P 500 possiede azioni delle 500 aziende più grandi degli Stati Uniti.
Ma come funziona? Gli ETF vengono scambiati in borsa come le azioni. Ciò consente agli investitori di acquistare e vendere quote durante l’orario di mercato. In questa guida spieghiamo a tutti i principianti come funzionano gli ETF.
Questo è un vantaggio rispetto ai fondi comuni di investimento, che vengono scambiati solo alla fine della giornata.
Vantaggi rispetto ad altre forme di investimento
- Diversificazione: Investire in un ETF significa possedere una gamma di titoli. Questo riduce il rischio associato a un singolo titolo.
- Costi Ridotti: Gli ETF tendono ad avere commissioni di gestione più basse rispetto ai fondi comuni. Questo è un aspetto importante da considerare, poiché le spese possono erodere i rendimenti nel lungo termine.
- Flessibilità: Gli investitori possono comprare e vendere ETF in qualsiasi momento durante l’orario di mercato, proprio come le azioni. Questo offre una maggiore liquidità.
Inoltre, gli ETF possono rappresentare un modo efficace per diversificare il portafoglio.
Considera però il profilo di rischio personale prima di investire: non tutti gli ETF sono uguali, e il momentum in particolare porta caratteristiche di concentrazione che richiedono consapevolezza.

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Come scegliere un ETF in base alle proprie esigenze
Scegliere un ETF non è sempre semplice. Ecco alcuni fattori chiave da considerare:
- Tipologia di ETF: Esistono diversi tipi di ETF, tra cui azionari, obbligazionari e settoriali. Gli ETF azionari investono in azioni, mentre gli obbligazionari si concentrano su titoli di stato o corporate bonds. Gli ETF settoriali, invece, investono in specifici settori dell’economia, come tecnologia o energia.
- Costi di gestione: Controlla le spese di gestione. Anche una piccola differenza nelle commissioni può avere un grande impatto sui rendimenti nel lungo periodo.
- Performance storica: Anche se la performance passata non garantisce risultati futuri, può fornire indicazioni utili. Analizza come l’ETF ha performato in diverse condizioni di mercato.
In sintesi, gli ETF offrono un modo pratico e a basso costo per investire in vari mercati e settori. La loro crescente popolarità tra gli investitori è dovuta a questi vantaggi. Se stai pensando di utilizzarli, in questo approfondimento abbiamo spiegato nel dettaglio come scegliere i migliori ETF.
Tipologie di ETF
Esploriamo brevemente le principali tipologie di ETF:
- ETF Azionari: Investono in azioni di diverse aziende. Possono essere focalizzati su un indice specifico o su un settore particolare.
- ETF Obbligazionari: Questi ETF investono in obbligazioni, offrendo una fonte di reddito più stabile rispetto agli ETF azionari.
- ETF Settoriali: Concentrano gli investimenti in specifici settori, permettendo agli investitori di scommettere su aree dell’economia che ritengono in crescita.
Ogni tipologia ha i suoi pro e contro. Gli investitori devono comprendere le differenze prima di prendere decisioni.
Gli ETF rappresentano un’opzione interessante per chi desidera diversificare il proprio portafoglio e ridurre i costi di investimento. Con la giusta informazione e strategia, possono diventare un alleato prezioso nel mondo degli investimenti.
Cos’è un ETF Momentum e Come Funziona
Prima di analizzare le performance storiche, è necessario comprendere cos’è un ETF momentum e come opera sui mercati finanziari.
Il Fattore Momentum: Principi di Base
Il fattore momentum si basa su un’osservazione empirica documentata dalla ricerca accademica: i titoli azionari che hanno registrato forti performance negli ultimi 6-12 mesi tendono a continuare la loro corsa nel breve-medio termine. Allo stesso modo, i titoli con performance negative tendono a proseguire nel loro declino.
Questa anomalia di mercato è stata studiata approfonditamente ed è considerata uno dei fattori di rischio più solidi e persistenti nel lungo periodo. La strategia momentum funziona in modo apparentemente controintuitivo rispetto al principio del “ritorno alla media”, ma la ricerca ha dimostrato che i mercati possono mantenere tendenze direzionali per periodi prolungati.
Gli ETF momentum sfruttano questo fenomeno investendo sistematicamente nei titoli che mostrano il maggior “slancio positivo” dei prezzi, escludendo quelli con performance deboli o negative.
Come Vengono Selezionati i Titoli in un ETF Momentum
Gli indici momentum, come l’MSCI World Momentum, utilizzano metodologie quantitative sofisticate per selezionare i titoli. I criteri principali includono:
- Analisi della performance su 6 e 12 mesi: Vengono calcolate le performance risk-adjusted dei titoli negli ultimi semestri, spesso escludendo l’ultimo mese per evitare effetti di volatilità a brevissimo termine.
- Momentum score: A ogni titolo viene assegnato un punteggio che combina forza del trend, liquidità di scambio e capacità di investimento.
- Ribilanciamento periodico: Il portafoglio viene aggiornato semestralmente o trimestralmente per includere i nuovi titoli con alto momentum ed escludere quelli che l’hanno perso.
Questa rotazione frequente comporta un turnover di portafoglio superiore rispetto agli ETF tradizionali, con impatti sui costi di transazione che si riflettono nel TER (Total Expense Ratio) leggermente più elevato.
Le Basi Economiche della Strategia Momentum
Perché il momentum funziona? La letteratura finanziaria identifica diverse spiegazioni:
- Bias comportamentali: Gli investitori tendono a reagire lentamente alle nuove informazioni, creando tendenze persistenti. La riluttanza a vendere titoli vincenti e l’ancoraggio a posizioni perdenti alimentano il momentum.
- Premio al rischio: Secondo la teoria dei fattori di rischio, chi investe in titoli con forte momentum si assume rischi specifici (concentrazione, volatilità) che il mercato remunera con rendimenti superiori nel lungo periodo.
- Effetti di rete: I trend positivi attraggono nuovi capitali, creando circoli virtuosi che si auto-alimentano nelle fasi di mercato favorevoli.
Questi meccanismi spiegano perché il fattore momentum ha storicamente generato extra-rendimenti significativi, pur con periodi di sottoperformance che analizzeremo più avanti.
Analisi della Performance Storica: ETF Momentum vs Azionario Globale
Quando si parla di investimenti, le performance storiche rappresentano uno degli indicatori più importanti per valutare l’efficacia di una strategia. Gli investitori si trovano spesso a dover decidere tra diverse opzioni, e l’ETF momentum ha attirato l’attenzione per i suoi risultati nel lungo termine.
1. Performance nel Lungo Termine: dati Aggiornati
L’analisi della performance storica degli ETF momentum rivela risultati significativi. Nel periodo 1994-2026, l’indice MSCI World Momentum ha registrato una performance lorda annualizzata superiore all’MSCI World tradizionale di circa 2-3 punti percentuali nell’arco di oltre tre decenni, con un extra-rendimento annualizzato a 10 anni che, al 13 giugno 2026, raggiungeva il 27,87% per l’indice Momentum contro il rendimento dell’azionario globale nello stesso periodo (fonte: MSCI).
Guardando ai risultati concreti dell’iShares Edge MSCI World Momentum Factor UCITS ETF (ISIN IE00BP3QZ825, TER 0,25% p.a.), il principale strumento quotato che replica questo indice: negli ultimi 5 anni ha reso +90,75% e negli ultimi 3 anni +97,87% (fonte: JustETF, dati al 29 maggio 2026). Il fondo gestisce oggi oltre 4,9 miliardi di euro di asset, con un portafoglio di circa 352 titoli.
La performance non è stata lineare. Nel 2024, l’ETF momentum ha registrato un rendimento eccezionale del +38,05%, sovraperformando nettamente l’azionario globale. Al contrario, nel 2025 il momentum ha registrato solo +7,20%, sottoperformando in misura marcata rispetto all’MSCI World che ha chiuso a +21,60% (fonte: JustETF). Questi dati confermano la natura ciclica del fattore: anni di rendimenti eccezionali si alternano ad anni di netto ritardo rispetto al benchmark.
2. Analisi Approfondita della Concentrazione degli Investimenti
Un aspetto critico che distingue gli ETF momentum dall’azionario globale è la concentrazione degli investimenti.
L’indice MSCI World Momentum detiene tipicamente tra 300 e 350 azioni (il portafoglio iShares conta oggi 352 titoli), rispetto alle oltre 1.400 azioni dell’MSCI World completo. Questa concentrazione ridotta ha implicazioni importanti:
- Maggiore esposizione ai titoli vincitori: Alla fine del 2024, l’ETF momentum aveva una quota significativa della sua esposizione concentrata nei medesimi titoli detenuti anche a fine 2023. Questo “effetto persistenza” è molto più marcato rispetto ai ribilanciamenti tradizionali.
- Concentrazione settoriale: Negli ultimi anni, l’ETF momentum ha mostrato una forte sovraesposizione al settore tecnologico, con aziende come NVIDIA, Microsoft, Apple e Meta che rappresentano posizioni di peso significativo. Nel 2024, cinque delle “Magnificent Seven” erano tra i maggiori contributori alla performance del momentum.
- Trade-off rischio-rendimento: Una minore diversificazione può portare a rendimenti più elevati quando i titoli selezionati performano bene, ma espone anche a maggiori rischi di concentrazione settoriale e geografica.
3. Volatilità e Drawdown: Un’Analisi Dettagliata dei Rischi
L’analisi ultra-trentennale (1994-2026) non mostra differenze drammatiche in termini di volatilità e drawdown tra ETF momentum e azionario globale.
La volatilità storica dell’ETF momentum si attesta mediamente intorno al 17-18%, leggermente superiore al 15-16% dell’MSCI World. Questo significa che gli investitori devono prepararsi a oscillazioni di prezzo moderatamente più ampie.
I drawdown massimi storici raccontano una storia simile:
- Durante la crisi finanziaria del 2008, entrambi gli indici hanno subito perdite significative, con l’ETF momentum che ha registrato un drawdown solo marginalmente superiore.
- Nel 2022, anno difficile per i mercati azionari, l’ETF momentum ha perso il -17,34%, in linea con il -17,73% dell’MSCI World.
- Nel periodo 2021-2023, l’ETF momentum ha mostrato un drawdown massimo del -21%, contro il -16% dell’azionario globale nel medesimo arco temporale.
Nel lungo periodo di oltre 30 anni, il rapporto rischio-rendimento dell’ETF momentum è risultato più favorevole: l’extra-rendimento ha più che compensato il marginale incremento di volatilità, generando uno Sharpe Ratio superiore rispetto all’azionario globale.
4. Performance Ciclica: Quando il Momentum Funziona Meglio
Un elemento chiave per comprendere l’ETF momentum è la sua natura ciclica. La strategia non sovraperforma costantemente, ma tende a eccellere in specifiche condizioni di mercato:
- Mercati toro prolungati: Negli anni di trend rialzisti persistenti, il momentum sovraperforma nettamente grazie alla capacità di cavalcare le tendenze dominanti — come dimostrato dal +38,05% nel 2024.
- Mercati in accelerazione tecnologica: La forte esposizione al settore tech ha amplificato i rendimenti nei cicli favorevoli alla crescita.
- Inversioni di trend: Storicamente, in 7 degli 11 anni successivi a una performance eccezionale del momentum come fattore dominante, si sono registrati rendimenti negativi o di forte sottoperformance l’anno seguente. Il 2025 (+7,20% contro +21,60% del benchmark) ne è l’esempio più recente.
Questa ciclicità impone un orizzonte temporale di almeno 10-15 anni per permettere al fattore momentum di esprimere il suo potenziale, superando le fasi di inevitabile sottoperformance.
| Anno | iShares MSCI World Momentum | MSCI World (benchmark) | Delta |
|---|---|---|---|
| 2022 | -17,34% | -17,73% | +0,39% |
| 2023 | +12,25%* | +24,42%* | -12,17% |
| 2024 | +38,05% | ~+19% | ~+19% |
| 2025 | +7,20% | +21,60% | -14,40% |
*Dati indice MSCI. Rendimento ETF iShares: +38,05% nel 2024, +7,20% nel 2025 (fonte: JustETF, maggio 2026). La volatilità anno per anno conferma la natura ciclica del fattore.

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Considerazioni Finali sulla Performance Storica
L’analisi comparativa tra ETF momentum e azionario globale rivela un quadro complesso ma promettente per gli investitori consapevoli:
- Nel lungo periodo (30+ anni), il momentum ha generato extra-rendimenti significativi del 2-3% annuo con rischi solo marginalmente superiori.
- La concentrazione del portafoglio e l’esposizione settoriale richiedono attenzione, specialmente in periodi di rotazione di mercato.
- La natura ciclica della strategia rende necessario un orizzonte d’investimento adeguato e una corretta allocazione all’interno di un portafoglio diversificato.
In sintesi, l’ETF momentum ha storicamente sovraperformato, ma la sua volatilità e concentrazione degli investimenti pongono interrogativi importanti.
Gli investitori devono ponderare attentamente le loro scelte, considerando non solo i rendimenti, ma anche i rischi associati e il momento del ciclo di mercato.
In un mondo dove le decisioni di investimento possono avere un impatto duraturo, una visione chiara e informata basata su dati aggiornati e analisi approfondite fa la differenza.
Rischi e Volatilità: Pesare le Decisioni di Investimento
Investire è un viaggio che può portare a grandi guadagni, ma anche a perdite significative.
Per questo motivo, capire i rischi e la volatilità associati agli investimenti è il punto di partenza obbligato, in particolare quando si tratta di ETF momentum rispetto all’azionario globale.
Definizione di Volatilità e Drawdown
La volatilità è una misura della variabilità dei rendimenti di un investimento. In parole semplici, indica quanto il prezzo di un titolo può oscillare nel tempo. Maggiore è la volatilità, maggiore è il rischio.
Ad esempio, gli ETF momentum presentano tipicamente una volatilità del 17-18%, mentre l’azionario globale si attesta attorno al 15-16%. Questo significa che gli ETF momentum sono più soggetti a fluttuazioni di prezzo rispetto a un portafoglio azionario diversificato tradizionale.
Il drawdown, d’altra parte, rappresenta la perdita massima subita da un investimento rispetto al suo picco precedente.
Nell’arco degli ultimi tre anni (2022-2024), l’ETF momentum ha registrato un drawdown massimo del -21%, mentre l’azionario globale ha avuto un drawdown inferiore, pari a -16%.
Questi numeri dicono che l’ETF momentum presenta rischi maggiori in termini di perdite temporanee massime rispetto all’azionario globale, anche se nel lungo periodo (30+ anni) le differenze di volatilità e drawdown si riducono significativamente.
Confronto dei Rischi Associati a ETF Momentum e Azionario Globale
Quando si parla di investimenti, non contano solo i rendimenti, ma anche i rischi. Gli ETF momentum, pur offrendo rendimenti storici elevati, presentano caratteristiche di rischio specifiche.
- Rischi dell’ETF momentum: Maggiore volatilità a breve-medio termine, drawdown più elevati nelle fasi di inversione, concentrazione settoriale e rischio di “momentum crash” quando i trend si invertono bruscamente.
- Rischi dell’azionario globale: Maggiore stabilità e minori fluttuazioni, ma rendimenti potenzialmente inferiori nel lungo periodo e esposizione passiva a titoli sottoperformanti.
La domanda cruciale è: vale la pena correre questi rischi maggiori per potenziali rendimenti più elevati? La risposta dipende da molteplici fattori. Ogni investitore deve considerare come gestire il rischio in base al proprio profilo, orizzonte temporale e obiettivi finanziari.
Rischi Specifici degli ETF Momentum
Oltre alla volatilità generale, gli ETF momentum presentano rischi peculiari che meritano attenzione:
- Rischio di reversal: Uno dei principali pericoli è l’inversione di tendenza. I titoli che hanno avuto forti performance possono subire ribassi improvvisi, specialmente in mercati volatili o durante rotazioni settoriali. Il 2025 ne è un esempio concreto: dopo il +38,05% del 2024, il momentum ha ceduto il passo al benchmark con solo +7,20% contro +21,60% dell’MSCI World.
- Concentrazione settoriale: Gli ETF momentum tendono a concentrarsi nei settori e titoli “vincenti” del momento. Negli ultimi anni, questo ha significato una forte esposizione alla tecnologia e alle “Magnificent Seven”. Se questi settori entrano in una fase di correzione, l’impatto sull’ETF momentum può essere amplificato.
- Costi di transazione nascosti: Il ribilanciamento frequente del portafoglio comporta costi di trading superiori rispetto agli ETF tradizionali. Il TER dell’iShares Edge MSCI World Momentum è 0,25% p.a. (fonte: JustETF, maggio 2026), superiore ai classici ETF azionari globali che partono da 0,07-0,12%, e non include i costi impliciti di turnover.
- Performance ciclica: Come evidenziato dall’analisi storica, dopo anni di eccellente performance del momentum, seguono spesso periodi di sottoperformance. La capacità di mantenere l’investimento durante queste fasi è cruciale per beneficiare dei rendimenti di lungo periodo.
Strategie per Gestire il Rischio degli Investimenti in ETF Momentum
Gestire il rischio è il punto di partenza per qualsiasi investitore che consideri gli ETF momentum. Ecco alcune strategie concrete:
- Allocazione satellite: Gli esperti raccomandano di utilizzare l’ETF momentum come componente “satellite” del portafoglio, allocandovi solo una percentuale moderata (tipicamente 10-20%) del capitale azionario complessivo, mantenendo un nucleo “core” più diversificato.
- Diversificazione fattoriale: Combinare il momentum con altri fattori decorrelati come Value, Quality o Low Volatility può ridurre la ciclicità e migliorare il profilo rischio-rendimento complessivo. Alcuni investitori utilizzano ETF multi-fattoriali che bilanciano automaticamente questi stili.
- Orizzonte temporale adeguato: Il momentum richiede un orizzonte d’investimento di almeno 10-15 anni per permettere al fattore di esprimere il suo premio di rischio, superando le inevitabili fasi di sottoperformance.
- Monitoraggio attivo: Pur trattandosi di investimenti passivi, monitora periodicamente l’esposizione settoriale, la concentrazione geografica e le valutazioni relative per valutare se il profilo di rischio rimane coerente con i propri obiettivi.
- Ribilanciamento disciplinato: Mantenere l’allocazione target attraverso ribilanciamenti periodici aiuta a evitare la deriva del portafoglio verso esposizioni eccessive al momentum nelle fasi di boom.
Se vuoi approfondire come costruire un portafoglio che integri strumenti fattoriali come il momentum, i corsi di investimento in ETF di Metaskill coprono questi temi con esempi pratici e numeri reali.
Conclusione sui Rischi e la Volatilità
In sintesi, capire i rischi e la volatilità associati agli ETF momentum è il prerequisito per prendere decisioni di investimento informate.
Con una volatilità del 17-18% e drawdown che possono raggiungere il -21% nelle fasi difficili, l’ETF momentum presenta rischi maggiori rispetto all’azionario globale nel breve-medio termine, anche se nel lungo periodo (30+ anni) le differenze si attenuano significativamente.
Con strategie di gestione del rischio appropriate — diversificazione fattoriale, allocazione satellite e orizzonte temporale adeguato — gli investitori possono incorporare il momentum nei loro portafogli in modo consapevole.
L’analisi storica dimostra che, nel lungo periodo, il fattore momentum ha generato extra-rendimenti significativi con un rapporto rischio-rendimento favorevole. I dati aggiornati al 2026 confermano questa lettura: +90,75% negli ultimi cinque anni per l’iShares MSCI World Momentum, con un AUM di 4,9 miliardi di euro che testimonia la fiducia del mercato in questo strumento (fonte: JustETF, maggio 2026).
Ogni decisione di investimento deve essere ponderata e basata su una comprensione chiara dei rischi coinvolti, dell’orizzonte temporale personale e della propria tolleranza alla volatilità. Solo così si può sperare di raggiungere i propri obiettivi finanziari con un approccio equilibrato e sostenibile.
Domande frequenti sull’ETF Momentum
Qual è il miglior ETF momentum disponibile per gli investitori italiani nel 2026?
Il principale strumento è l’iShares Edge MSCI World Momentum Factor UCITS ETF (ISIN IE00BP3QZ825), con TER dello 0,25% p.a. e oltre 4,9 miliardi di euro di asset under management (fonte: JustETF, maggio 2026). Replica l’indice MSCI World Momentum con circa 352 posizioni ed è acquistabile attraverso i principali broker europei regolamentati. Per la fiscalità italiana, verifica sempre lo status UCITS dello strumento prima di procedere.
Quanto capitale minimo serve per investire in un ETF momentum?
Non esiste un capitale minimo obbligatorio: gli ETF si acquistano per quote sul mercato, e il prezzo di una singola quota dell’iShares Momentum si aggira tipicamente tra 30 e 60 euro. La vera soglia d’ingresso è quella pratica: con meno di 1.000-2.000 euro difficilmente si riesce a costruire un’allocazione satellite sensata (10-20% di un portafoglio core). Per piccoli capitali, un PAC mensile su un ETF azionario globale standard è spesso più efficiente.
L’ETF momentum è adatto a chi investe con un piano di accumulo (PAC)?
Sì, ma con una precisazione: la ciclicità del momentum può creare periodi prolungati di sottoperformance rispetto al benchmark (come il 2025). Chi investe con PAC a lungo termine (10-15 anni) può beneficiare di questo strumento come componente satellite del portafoglio, acquistando automaticamente anche nei momenti di ritardo del fattore. Abbinarlo a un ETF azionario globale core riduce la volatilità complessiva del portafoglio senza rinunciare al premio momentum nel lungo periodo.



