Cosa sono le azioni blue chip e a cosa servono

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Azioni Blue Chip

Alzi la mano chi non ha mai visto “The Wolf of Wall Street”. Chi si ricorda il dialogo al “Centro Investimenti” dove il losco manager chiede ad un disoccupato Jordan Belfort “Quanto ci facevi con le Blue Chip?”.

Ma cosa sono queste “Blue Chip”?

Qualsiasi trader/investitore (o aspirante tale), si è trovato davanti all’annosa questione del dover scegliere dove investire i propri soldi.

Impegnare tempo ed energie nel trovare aziende sottovalutate con un gran potenziale di crescita, o “rifugiarsi” nei nomi più blasonati e considerati meno rischiosi?

Se anche tu ti sei trovato di fronte a questo bivio e propendi per la seconda, in questo articolo vedremo cosa sono le “Blue Chip”, quali vantaggi offrono e quali svantaggi nascondono.

Inoltre, se vuoi imparare come scegliere e come analizzare le migliori azioni per il tuo portafoglio personale, la Masterclass Analista Tecnico Finanziario è il percorso adatto.

Cosa sono?

Le azioni “Blue Chip” sono quote societarie di aziende considerate finanziariamente stabili e solide, ad elevatissima capitalizzazione.

Il termine deriva dal gioco del Poker, dove le Fiches (Chips in inglese) blu, sono quelle dal valore più alto.

Stanno ad indicare aziende sane, con un business consolidato, capaci di fornire sicurezza a discapito di un elevato potenziale “growth”.

Esse vengono scelte come strumenti d’investimento, anche per lo stacco del dividendo.

Essendo infatti aziende già affermate, non hanno bisogno di reinvestire tutti i propri utili, ma possono distribuirne una parte fra i propri azionisti.

 

Dove sono quotate le Blue Chips?

Possiamo trovarle sui maggiori indici, come per esempio sugli indici americani S&P500 o NASDAQ. Per citarne alcune:

– Coca Cola – Google – Apple – Johnson&Johnson – Disney – Microsoft

Naturalmente non hanno bisogno di presentazione e tutti, almeno una volta nella vita, hanno avuto a che fare con uno dei loro prodotti.

Questo deve farci riflettere su quanto impattino quotidianamente sulla nostra vita.

Anche in Italia abbiamo nomi di rilievo, basti pensare a società come Generali, Unicredit, Atlantia, Amplifon, Ferrari, Pirelli e molte altre.

Stiamo parlando di aziende sulla bocca di tutti quindi, ed è proprio qui che è essenziale chiarire il tipo di business che chiarendo la differenza tra aziende Value e aziende Growth.

 

Differenze tra aziende Value e aziende Growth

Una delle domande più ricorrenti nel mondo del trading e degli investimenti, è sempre: “è più conveniente investire in titoli growth o in titoli value?”.

Naturalmente non esiste una risposta univoca e bisogna tenere conto di diversi fattori, quali l’orizzonte temporale, la propensione al rischio, gli obiettivi di investimento e non ultimo, il capitale a disposizione.

Le aziende “growth”, sono aziende il cui potenziale di crescita è più elevato.

Di norma, il rapporto prezzo/utili è più alto nei titoli growth e quindi a parità di utili con una blue chip, andremo a pagare un po’ di più le singole azioni.

Normalmente, inoltre, al contrario delle Blue Chip, le aziende growth normalmente reinvestono i loro utili al fine di ampliare, migliorare ed innovare il proprio business.

E questo significa assenza di dividendo per gli investitori.

Blue Chip e aziende Growth a confronto

Adesso, diamo uno sguardo ai grafici: prenderemo a confronto due ETF che investono rispettivamente in aziende Large Cap Growth e Large Cap Value.

Gli orizzonti temporali presi in esame saranno due:

  • Il primo, partirà dal crollo del 2020 fino ad arrivare ad oggi.
  • Il secondo, di lunghissimo termine, da fine 2012 ad oggi. Prendendo in esame prima le Blue Chip, possiamo notare come i prezzi, dai minimi 2020 ad oggi, abbiano fatto registrare una performance del +88.13%, contro una performance del +61.83% delle Growth.

 

 

Come mai i titoli value, hanno sovraperformato i titoli growth? Data la loro natura più “stabile”, hanno resistito meglio al ribasso mercati del 2022, riuscendo così a perdere meno.

Se invece mettiamo a confronto i due ETF prendendo in esame un orizzonte temporale più ampio, notiamo come la situazione si inverta. Mentre le Value hanno messo a segno un rialzo del +158.98% dai minimi di fine 2012 ad oggi, le Growth hanno raggiunto una performance del +229.49%. Parliamo quasi del doppio del rendimento!

 

 

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Blue Chip: ma sono davvero così “sicure”?

Come avrete letto nell’articolo “Consigli per Investire in Borsa”, il modo migliore per affrontare un ribasso è rimanere investiti.

Se non hai letto l’articolo è il momento migliore per dargli uno sguardo prima di proseguire nella lettura.

In tempi di crisi, come quelli che stiamo vivendo oggi, molte persone preferiscono “rifugiarsi” in queste società blasonate, poiché ritengono che possano reggere meglio gli urti di un mercato ribassista.

Ma siamo proprio sicuri che offrano uno scudo di fronte ai colpi di un mercato in discesa?

Questo è il grafico dell’ETF che replica l’indice S&P500.

 

Possiamo notare come dai massimi, abbia perso il 27.45%.

Se avessimo investito in un gigante come ad esempio Apple? Saremmo riusciti a ridurre la perdita?

 

Ahimè, no. Apple ha perso dai massimi il 32.19%.

Per quanto solide e famose, non dobbiamo mai scordarci che le Blue Chip sono aziende.

Teniamo anche conto che APPLE praticamente da sola pesa il 7% di tutta la capitalizzazione del mercato quindi quando parliamo di Apple parliamo della fetta più importante del mercato americano.

E le aziende sono soggette alle leggi della domanda e dell’offerta. Anche le più grosse.

È quindi importante che la scelta sia ponderata ed in linea con i propri obiettivi di investimento.

Prediligere aziende multi-prodotto che possano resistere meglio ad eventuali ribassi di mercato, piuttosto che aziende mono-prodotto la cui possibilità di fare utili potrebbe ridursi a causa di una crisi.

È altresì importante evitare la sovraesposizione verso un determinato settore, evitando di allocare una percentuale troppo consistente del proprio patrimonio su titoli simili.

L’unico modo per costruirsi un portafoglio sano, ben diversificato e capace di ridurre le perdite in momenti di flessione, è investire nella propria formazione.

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