Cosa sono i derivati in economia

Strumenti potenti, ma non per chi improvvisa

Il corso gratuito ti aiuta a capire cosa sono davvero i derivati e quando evitarli.

  • basi chiare

  • rischi reali

  • scelte informate

In sintesi

  • I derivati sono contratti il cui valore dipende da un asset sottostante (azioni, valute, materie prime, tassi d’interesse).
  • Le tre finalità principali sono copertura del rischio (hedging), speculazione e arbitraggio — ma per l’investitore privato sono strumenti da evitare.
  • Il mercato globale dei derivati OTC vale $846 trilioni di controvalore nozionale (BIS, giugno 2025): un sistema enorme e complesso, non adatto ai non professionisti.

I derivati sono contratti finanziari il cui valore dipende dal prezzo di un’attività sottostante — azioni, valute, tassi d’interesse o materie prime — e sono stati uno dei principali acceleratori della crisi finanziaria del 2008.

Capiamo cosa sono i derivati in economia e in finanza, come funzionano e perché — salvo rare eccezioni — non sono strumenti adatti all’investitore privato.

Approfondiamo le diverse tipologie di derivati e vediamo un esempio concreto per capirne il meccanismo.

Se vuoi capire i derivati prima di usarli, accedi ora al corso gratuito.

I derivati: cosa sono?

Derivati: significato di uno dei più importanti strumenti finanziari

I derivati in finanza sono tra gli strumenti più affascinanti e complessi esistenti.

Comprendere il funzionamento dei titoli derivati non è immediato e per questo cercheremo di spiegarne il funzionamento con un esempio comprensibile a tutti.

Sapere come funzionano è utile anche per capire gli innumerevoli usi che si fa o può fare dei titoli derivati in economia.

I derivati sono strumenti finanziari il cui valore deriva dal prezzo di un’attività sottostante, che può essere di natura reale o di natura finanziaria: in questo caso si parla di derivati finanziari.

Spesso quando si parla di contratti derivati si utilizza il termine Underlying asset, che altro non è che il sottostante su cui è costruito il contratto.

Per dare la misura della dimensione di questo mercato: secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali (BIS, giugno 2025), il valore nozionale totale dei derivati OTC in circolazione ha raggiunto $846 trilioni, con una crescita del 16% rispetto all’anno precedente — il tasso di crescita annuo più alto dal 2008.

Vediamo cosa sono i titoli derivati e le diverse tipologie esistenti di underlying

Nello specificare cosa sono i titoli derivati in economia abbiamo fatto riferimento ad underlying, le attività sottostanti.

I sottostanti nei derivati sono sia le materie prime, sia i prodotti finanziari, ma nei contratti derivati l’underlying può essere anche un particolare evento.

Sì, anche gli eventi si legano con i derivati.

Il valore di un contratto derivato dipende perciò fortemente e primariamente da questa attività sottostante, ed è dato dalla risultante di una specifica formula matematica.

Esistono anche derivati finanziari dove il sottostante può essere un titolo di debito.

Appartengono alla categoria dei derivati i CFD, le opzioni, i futures, gli swap: di alcuni ne abbiamo parlato anche su altri canali e degli altri avremo modo di parlarne in futuro.

Tipo di sottostanteEsempiStrumenti derivati tipici
Tassi di interesseEuribor, tassi BCEInterest Rate Swap, futures sui tassi
Valute (FX)EUR/USD, EUR/GBPForward valutari, FX swap, opzioni FX
Azioni e indiciFTSE MIB, S&P 500Futures su indici, opzioni su azioni, CFD
Materie primePetrolio, oro, granoFutures su commodity, opzioni su commodity
CreditoRating societari, debito sovranoCredit Default Swap (CDS)

Fonte: elaborazione su dati BIS OTC Derivatives Statistics, giugno 2025.

derivati in economia

Derivati: economia e finanza si sfidano

Tra le negoziazioni di strumenti derivati e quella dei corrispondenti strumenti sottostanti esiste una sostanziale differenza.

Come spesso accade, si crea uno scollamento tra economia e finanza, e ciò avviene anche per i derivati.

Nel primo caso, la negoziazione di titoli derivati ha come obiettivo la gestione o la copertura del rischio: ad esempio il costo produttivo o i costi di stoccaggio di 100 barili di petrolio.

Nel secondo caso l’obiettivo è il trasferimento della proprietà.

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Cos’è un derivato e come funzionano i derivati in finanza

I derivati agevolano il trasferimento del rischio all’interno del sistema economico.

Il rischio passa da operatori che vogliono ridurre la propria esposizione, ad operatori che vogliono o sono in grado di aumentare questa esposizione al rischio.

Non appaiono più così malvagi, non è vero?

Ed è proprio così: i derivati in finanza non sono il “male”, il problema come sempre è nell’uso che si fa di questi strumenti finanziari.

I derivati in finanza possono fare del bene, perché a livello globale una migliore allocazione del rischio influisce su una più efficiente destinazione delle risorse finanziarie alle diverse opportunità di investimento.

Ma ciò non toglie che il prodotto derivato è anche altamente speculativo.

Con le basi giuste potrete capire perfettamente il loro funzionamento. Il percorso per imparare gli strumenti finanziari per il trading parte sempre dalla comprensione dei meccanismi fondamentali — e i derivati ne fanno parte.

Che cosa sono i derivati in parole semplici e come funzionano

Per capire cosa sono i derivati pensate ai derivati finanziari come ad esempio un contratto con oggetto una previsione o meglio una “scommessa” proprio sull’underlying.

I derivati possono essere comprati sui mercati da un numero indefinito di scommettitori, che però non hanno alcun collegamento col bene o coi titoli.

Questi non sono perciò direttamente coinvolti nell’operazione finanziaria, dal cui andamento, il prodotto derivato prende valore.

Funziona come se moltissimi investitori decidessero di scommettere su una polizza agendo però direttamente sull’andamento della polizza.

Tutti possono comprare derivati, ma per i non esperti è meglio capire prima se davvero servono per i propri investimenti.

Ma chi compra un prodotto derivato, se lo fa a fine speculativo, sta investendo sulla solvibilità o meno di un altro soggetto?

Come accadde appunto nel 2008, quando le persone comprando i derivati scommettevano o meno sulla solvibilità di un terzo nel ripagare il mutuo contratto. In quel caso le distorsioni furono dovute dall’avidità e dalla poca conoscenza.

Capite bene che l’operazione sottostante su cui state scommettendo e l’effetto leva del prodotto derivato ampliano la portata delle ricadute negative e amplificano pertanto il rischio di questi titoli derivati.

Se siete investitori privati e non siete professionisti, o imprese solide e con una gestione finanziaria ben strutturata seguita da professionisti, evitate i derivati come swap e simili.

Vediamo gli usi principali dei prodotti finanziari derivati e qualche esempio concreto.

Cosa sono i derivati in economia

Prodotti derivati finanziari: gli usi

Vista la definizione di cosa sono i derivati in maniera semplice, vediamo anche quali sono gli usi principali di questi strumenti finanziari anche con qualche esempio.

Le finalità principali per comprare derivati e scambiarli sono 3.

Per chi vuole investire è meglio non investire in titoli derivati: si fa di solito con strumenti più semplici, meno impegnativi e più efficienti, raggiungendo spesso i medesimi risultati.

Ma come si usano i contratti derivati in borsa?

Le 3 finalità dei derivati sono:

  1. copertura
  2. speculazione
  3. arbitraggio

Analizziamole una ad una al fine di capire meglio come questi contratti vengono usati in borsa.

In finanza i derivati vengono usati per mettere in pratica diverse strategie.

Cos’è un derivato e per cosa si usano i titoli derivati?

La copertura, o anche hedging, punta a coprire proprio dai rischi di un investimento: molto usati per questo sono i derivati finanziari e i derivati bancari che hanno come sottostanti titoli finanziari.

La seconda finalità di utilizzo è la più amata e anche quella per cui sono più famosi i derivati in finanza.

L’attività speculativa prevede che si operi come nel trading tradizionale, operando cioè senza la presenza di un portafoglio sottostante e quindi esclusivamente sull’evoluzione favorevole (o sfavorevole) del prezzo dello strumento finanziario.

Si opera perciò sia sui ribassi che sui rialzi al fine di trarne profitto, correndo anche rischi elevati.

L’ultima attività che dà ai titoli derivati significato è l’arbitraggio.

Gli strumenti derivati si possono utilizzare per realizzare finalità di arbitraggio: sfruttando l’eventuale disallineamento tra l’andamento del mercato a termine e del mercato a pronti, è possibile per l’investitore assumere posizioni opposte, di acquisto e di vendita, in modo da lucrare immediatamente un profitto certo, derivante dalla differenza tra i due prezzi alternativi.

Si tratta in realtà di una strategia di speculazione, ma più che sul fattore tempo gioca sul fattore spazio.

Ora che avete appreso cos’è un derivato e la definizione di derivato, approfondiamo le diverse tipologie in finanza.

Ci sono diversi tipi di titoli derivati, probabilmente molti li conoscete già senza sapere che sono un prodotto derivato.

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Cosa sono i derivati finanziari

I derivati finanziari si costruiscono combinando alcune operazioni elementari come negoziazioni a pronti, a termine e opzioni.

La diversa composizione di queste operazioni genera 4 grandi gruppi di titoli derivati:

  1. Forward
  2. Futures
  3. Swap
  4. Opzioni

In molti casi questi nomi non vengono subito associati alla categoria dei derivati, ma è proprio questo il punto: sono strumenti finanziari che circolano comunemente sui mercati globali.

Dove si scambiano i titoli derivati?

Ora che sapete cosa sono i titoli derivati, quali sono i mercati su cui si scambiano?

I titoli derivati possono essere scambiati sia su mercati regolamentati, in particolare per i futures e parte delle opzioni, sia su mercati OTC.

Il mercato dove si scambiano contratti derivati in Italia si chiamava IDEM (Italian Derivatives Market), gestito da Borsa Italiana. Dal 25 marzo 2024 ha assunto la denominazione ufficiale di Euronext Derivatives Milan, dopo l’integrazione di Borsa Italiana nel gruppo Euronext.

I derivati sono dei prodotti molto complessi e insidiosi.

Sono pertanto indicati non solo per investitori molto esperti, ma anche per quelli che possono avere ottime coperture.

In alternativa, potete trovare un prodotto derivato sui mercati over the counter (OTC) — ma è ancora più sconsigliato per l’investitore non professionale.

In questo esempio di derivato la negoziazione avviene in maniera personalizzata e spesso tramite l’intervento di un intermediario finanziario, rendendo così l’operazione molto più opaca e quindi pericolosa.

Per i vostri investimenti potrebbero essere funzionali e più efficienti altri strumenti meno complessi.

Titoli derivati cosa sono: esempio di derivato

Ma i titoli derivati cosa sono e come funzionano in pratica?

Pensate a cos’è un derivato e prendiamo come esempio un derivato sul petrolio o magari un derivato bancario.

Rimaniamo sul semplice e ipotizziamo un esempio di derivato sul petrolio.

Un derivato sul petrolio potrà aumentare il suo valore perché aumenta il prezzo del petrolio, ma evitate ad oggi di investire direttamente sul petrolio.

Ma non solo, ci potrebbe essere molta euforia sul mercato e così i contratti derivati prendono valore anche da questi momenti di agitazione finanziaria.

Un aumento della speculazione può far salire o scendere di molto il prezzo del prodotto derivato.

Il problema è che il mercato dei contratti derivati è aperto a tutti e in tanti possono investire sullo stesso prodotto finanziario mentre il sottostante rimane decisamente più piccolo.

Un barile di petrolio resta pur sempre un solo barile di petrolio, mentre la differenza la fa se a dividerlo siete in 10 o in 100 e se il petrolio servirà ancora a qualcosa.

Il prezzo del derivato a mezzo del meccanismo della domanda ed offerta del mercato specifico influenza successivamente il prezzo spot anche nell’economia reale.

Si ripresenta proprio quella differenza tra economia e finanza che spesso determina quei rapporti di forza che si creano tra questi due mondi apparentemente distanti.

A Londra nel definire questi strumenti in borsa si usa una particolare espressione: “the tail that wags the dog” — la coda che scodinzola il cane: lasciate a voi le dovute riflessioni se davvero vi convenga investire in un prodotto derivato da investitore privato.

Prima però di lasciarvi, ora che conoscete cosa sono i derivati in finanza, scopriamo la differenza tra titoli derivati e le azioni di una società.

La differenza tra i derivati e le azioni

Entrambi i titoli si quotano e si scambiano sul mercato regolamentato, ma ora possiamo capire meglio la differenza con le azioni.

In finanza i derivati sono un prodotto complesso, così come definito dalla Consob, poiché rendono difficile comprendere il rischio dell’operazione.

Meno vero è per le azioni che pertanto ricadono tra i prodotti semplici.

Per comprendere la differenza che esiste tra derivati ed azioni focalizziamoci sulla finalità della speculazione per la quale i due strumenti sono spesso utilizzati.

Un esempio per capire la differenza e che cosa sono i derivati

Un investitore potrebbe aspettarsi che il prezzo del cioccolato salga molto tra un mese e così specula sul rialzo e non mette neanche in atto azioni per proteggersi nel caso in cui il cioccolato continui a costare uguale o, peggio, meno.

Quindi il nostro investitore firma un contratto che lo impegna tra un mese a comprare il cioccolato ad un certo prezzo, versando ora una piccola parte di quell’importo.

Se tra un mese il cioccolato sarà aumentato il nostro investitore avrà fatto un affare.

Così lui si sarà impegnato un mese prima a comprare ad esempio a 1.000 euro, versando anticipatamente solo 100 euro, e se dopo un mese il prezzo del cioccolato è aumentato del 10% (insomma a chi non piace il cioccolato?!).

Allora il nostro investitore potrà rivendere subito il suo cioccolato comprato a 1.000 euro per 1.100 euro, con un guadagno di 100 euro avendo impegnato solo 100 euro del proprio capitale per quel periodo.

Cosa succede se avviene l’inverso?

Ma se il cioccolato, invece, dopo un mese diminuisse il suo prezzo, anche perché si sa che mangiarne troppo fa male, cosa accadrebbe all’investitore? derivati in economia

Chiaramente il nostro investitore perderebbe parte dei suoi soldi.

Dovrebbe comprare a 1.000 euro un prodotto che nel frattempo è venuto a costarne 800.

Inoltre è anche possibile che nel frattempo potrebbe risultargli più difficile venderlo.

In questo possiamo così notare la grande differenza con le azioni, con le quali tra l’altro diventate proprietari di un piccolo pezzettino di azienda.

Certo, anche in esse vi è una componente di rischio da tenere in conto, per questo se dovete investire e fare trading fatelo sempre tenendone conto!

Investendo ad esempio 1.000 euro in azioni, rischiate nel caso peggiore di perdere 1.000 euro.

Nel caso dei derivati rischiate di dover versare i 1.000 euro e di dover poi rivendere ad 800 euro. Dunque con le azioni si rischia di perdere solo l’importo versato.

Coi derivati si rischia di perdere quanto versato, perché devi pagare la controparte, quindi i 1.000 euro li perdi ma poi rivendendo il sottostante acquistato (il nostro cioccolato amaro), si otterrebbe in cambio solo 800 euro.

Chi dunque ha speculato potrebbe non trovarsi i soldi da versare e neanche riuscire a farvi fronte rivendendo il sottostante, un rischio che capite bene essere molto più alto e che potrebbe portarlo anche al fallimento.

Voi eravate a conoscenza di cosa sono i derivati? E cosa vorreste fosse approfondito dei contratti derivati?

Fatemi sapere le vostre opinioni su come usereste un prodotto derivato.

Se la finanza per voi non è solo un interesse, ma una vera e propria passione, provate a pensare come sarebbe farla diventare una professione soddisfacente e redditizia. Con Metaskill puoi realizzare questa ambizione grazie al master 100% online.

Alessandro Moretti

Cosa sono i derivati in economia? Domande frequenti

Cosa sono i derivati in parole semplici?

I derivati sono strumenti finanziari il cui valore dipende (o “deriva”) dal valore di un altro asset sottostante, come azioni, obbligazioni, valute, tassi di interesse o materie prime. In pratica, sono contratti tra due o più parti basati su un asset o un insieme di asset. La Consob li classifica come prodotti complessi proprio perché rendono difficile stimare il rischio effettivo dell’operazione.

Come funzionano i derivati?

I derivati funzionano come contratti che stabiliscono come e quando saranno scambiati i pagamenti basati sull’asset sottostante. Esistono diversi tipi di derivati, tra cui:

  • Futures: Contratti che obbligano le parti a comprare o vendere un asset a un prezzo predeterminato in una data futura.
  • Opzioni: Contratti che danno il diritto, ma non l’obbligo, di comprare o vendere un asset a un prezzo specifico entro una certa data.
  • Swap: Accordi per scambiare flussi di cassa o altri strumenti finanziari tra le parti.

Cosa vuol dire derivato esempio?

Supponiamo che un agricoltore voglia proteggersi dal rischio di un calo del prezzo del grano. Può utilizzare un contratto futures per vendere il suo raccolto a un prezzo fisso in futuro. Se il prezzo del grano scende, il contratto futures proteggerà il reddito dell’agricoltore, poiché venderà comunque al prezzo fissato dal contratto. Questo è l’uso classico del derivato per copertura (hedging), non per speculazione.

Come si guadagna con i derivati?

Si può guadagnare con i derivati in diversi modi:

  1. Speculazione: Scommettendo sui movimenti dei prezzi dell’asset sottostante. Se si prevede correttamente la direzione del mercato, si può ottenere un profitto.
  2. Arbitraggio: Sfruttando le differenze di prezzo tra mercati o strumenti diversi per ottenere un profitto.
  3. Copertura (Hedging): Proteggendosi contro le perdite potenziali in altri investimenti. Anche se non genera un guadagno diretto, riduce il rischio complessivo.

Quali sono i rischi dei derivati?

I derivati comportano diversi rischi, tra cui:

  1. Rischio di Mercato: Cambiamenti nei prezzi dell’asset sottostante possono causare perdite.
  2. Rischio di Controparte: La possibilità che l’altra parte nel contratto non onori i propri obblighi.
  3. Rischio di Liquidità: Difficoltà nel comprare o vendere il derivato senza influenzare il suo prezzo.
  4. Rischio di Leva: I derivati spesso utilizzano la leva finanziaria, che può amplificare sia i guadagni che le perdite.

Che redditi producono i derivati?

I derivati possono produrre diversi tipi di redditi:

  • Guadagni in conto capitale: Profitti derivanti dalla vendita di un derivato a un prezzo superiore a quello di acquisto.
  • Redditi da dividendi o interessi: Alcuni derivati, come le opzioni, possono essere basati su asset che generano redditi regolari.
  • Protezione del reddito: Attraverso strategie di copertura, i derivati possono stabilizzare i redditi da altre attività, riducendo l’impatto delle fluttuazioni di mercato.

I derivati possono anche generare perdite significative, e la loro complessità richiede una buona comprensione del mercato per essere utilizzati efficacemente.

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